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Calendario - 18. Inizio Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani

Dal 18 al 25 gennaio la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani

L’Ecumenismo sostiene i “Corridoi umanitari”

TORTONA - Si apre domani, venerdì 18 gennaio, la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani che quest’anno pone l’attenzione sull’Ecumenismo della Carità per sostenere i “Corridoi umanitari” promossi da Unione delle Chiese valdesi, Comunità di Sant’Egidio e Caritas.

“Cercate di essere veramente giusti” sarà il tema guida dei sette incontri di preghiera che si terranno nella città di Tortona e si concluderanno venerdì 25 gennaio con la celebrazione ecumenica alle ore 18 nella chiesa di Santa Maria dei Canali, presieduta dal Vescovo Mons. Vittorio Viola e da Lucilla Peyrot, Pastora della Chiesa Valdometodista di Alessandria.

La funzione di apertura, il 18 gennaio, alle ore 18, si terrà nella Parrocchia Sacro Cuore dove don Roberto Lovazzano, Delegato diocesano per l’Ecumenismo, celebrerà la S. Messa. Sabato 19 gennaio, ore 18, sarà la volta della Parrocchia ortodossa rumena di S. Teodoro, nella chiesa del Loreto, con padre Catalin Aftodor. Si prosegue domenica 20 gennaio, con due Messe, alle ore 11, nella Parrocchia di S. Maria Assunta a Rivalta con don Giuseppe Massone e alle ore 17 al Santuario della Guardia con don Renzo Vanoi.

Lunedì 21 gennaio, alle ore 18, nella Parrocchia di S. Giacomo celebrerà don Alberto Rossella, martedì 22 gennaio, sempre alle ore 18, in Duomo don Claudio Baldi, mercoledì 23 gennaio, alle ore 17.30, a S. Matteo S. Messa di padre Pierangelo dei Cappuccini e giovedì 24 gennaio, ancora alle ore 18 in Duomo sarà don Francesco Giorgi a presiedere la preghiera eucaristica.

La colletta di queste messe della settimana sarà destinata a sostenere il progetto ecumenico e umanitario che papa Francesco ha definito “segno concreto di impegno per la pace e la vita”.

I “Corridoi umanitari” sono regolati da un protocollo d’intesa, il primo di questo genere in Europa, sottoscritto il 15 dicembre 2015 da Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dell’Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI), Tavola valdese e Comunità di Sant’Egidio.

Il 7 novembre 2017 questo protocollo è stato rinnovato per il biennio 2018/19 e da gennaio 2017 è stato attivato dalla Conferenza Episcopale Italiana, con il supporto della Comunità di Sant’Egidio, della Caritas e della Fondazione Migrantes, un analogo protocollo per l’Etiopia.

I “Corridoi umanitari” sono dunque frutto di una collaborazione ecumenica fra cattolici e protestanti.

Federazione delle Chiese evangeliche italiane (FCEI), Chiese valdesi e metodiste, Comunità di Sant’Egidio hanno scelto di unire le loro forze per un progetto di alto profilo umanitario che, in meno di due anni, ha permesso l’arrivo in Italia di 1000 profughi. Altrettanti saranno trasferiti e accolti grazie al nuovo accordo.

I Paesi coinvolti nel progetto sono, nella prima fase, il Libano (circa 600 profughi) e il Marocco (150), nella seconda l’Etiopia (250).

L’azione umanitaria è rivolta a tutte le persone in condizioni di vulnerabilità, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa o etnica.

Le organizzazioni che gestiscono il progetto si impegnano a fornire assistenza legale nella presentazione della domanda di asilo; assicurare ospitalità ed accoglienza per un congruo periodo di tempo; sostenere economicamente il trasferimento in Italia e sostenere il percorso di integrazione nel nostro Paese.

Una volta arrivati in Italia i profughi sono accolti dai promotori del progetto e, in collaborazione con altri partner, vengono ospitati in diverse case e strutture disseminate sul territorio nazionale, secondo il modello dell’“accoglienza diffusa”.

Qui viene loro offerta un’integrazione nel tessuto sociale e culturale italiano, attraverso l’apprendimento della lingua italiana, la scolarizzazione dei minori e altre iniziative. In tale prospettiva viene loro consegnata una copia della Costituzione italiana tradotta nella loro lingua. L’iniziativa è totalmente autofinanziata. Il progetto “Corridoi umanitari” non pesa in alcun modo sullo Stato: la Comunità di Sant’Egidio, la FCEI (nell’ambito del suo programma Mediterranean Hope) e la Tavola valdese, per il tramite della Commissione Sinodale per la Diaconia (CSD), provvedono alle spese per l’ospitalità dei profughi.

Per sostenere l’iniziativa dei corridoi umanitari si possono fare versamenti sui conti correnti della Comunità di Sant’Egidio (IBAN:

IT37C0501803200000000223558) e della Caritas diocesana (IBAN:

IT44Z0311148670000000013136).

 

Data: 18/01/2019

ora: 00:00


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