Quanto riportato è tratto dal libro "La Comunità di San Lorenzo" di don Pietro Cazzulo

L’Oratorio di San Rocco, sul monte, secondo la tradizione popolare è stato la prima chiesa costruita nel territorio di Propata. I tempi sono remotissimi, quando Propata apparteneva ancora alla Pieve di Rovegno. Lo raccontano, oggi, gli anziani di Propata; lo ricorda don Ertola, in alcune note del 1889, per averlo ascoltato da un vecchio ottuagenario.
Un’altra antica tradizione vuole che, in tempi di peste, anche gli abitanti di Rovegno si recassero a San Rocco per la messa.
È plausibile che in tempi molto lontani, durante pestilenze che hanno decimato Genova e la Liguria (1493, 1528, 1579, ecc.), i fedeli della Pieve siano saliti a San Rocco per pregare e chiedere protezione.

Le testimonianze scritte dell’Archivio Parrocchiale ne documentano la vetustà. All’inizio del seicento, l’oratorio era in condizioni rovinose se l’Arciprete di Garzano, nella visita pastorale del 1604, ne ordinò l’abbattimento.
La manutenzione dell’Oratorio, nel seicento, continuò ad essere un problema serio per i parrocchiani di Propata. Monsignor Paolo Aresio, nella visita pastorale del 1622, constatate le condizioni precarie dell’oratorio, ordinò il trasporto dell’altare e della devozione di San Rocco nella Chiesa parrocchiale.
Il decreto vescovile, contrariamente a quanto era accaduto molte altre volte, fu eseguito.
Monsignor Luigi Andujar, nei decreti di visita pastorale del 1744, vietò la celebrazione della messa nell’oratorio fino a quando l’altare non avesse le debite misure, il tetto fosse riparato per evitare che tutto marcisse e l’atrio fosse chiuso da un alto cancello.
Monsignor Peiretti, nella visita pastorale del 1786, trovato l’oratorio in discrete condizioni, ordinò di riparare il tetto in alcuni punti e di sistemare una finestra sopra la porta, e rilevò la presenza di un unico altare.

Il 6 febbraio 1945 l’oratorio di San Rocco fu bruciato durante un rastrellamento dai tedeschi.

Al termine del periodo bellico, per interessamento del parroco don Renzo Bernini, il Genio Civile di Genova provvide alla ricostruzione.
Il 16 ottobre 1949 avvenne la solenne inaugurazione.

La collocazione naturale dell’oratorio, esposto ai venti ed a ogni genere di intemperie, ne ha reso difficile la manutenzione durante i secoli.
I vescovi, a più riprese, constatandone le condizioni precarie, ne ordinarono l’abbattimento; i Provatesi, animati da buona volontà, seppero porvi rimedio con interventi a volte provvisori, a volte più radicali, e a consegnarlo a noi.

In questi ultimi anni, colpito ben due volte dal fulmine, sono state eseguite riparazioni parziali e il rifacimento del tetto.