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Notizie - Ritiro spirituale per sacerdoti

Ospite e guida Mons. Alceste Catella: In ascolto di situazioni di “presidenza”

TORTONA - Si è tenuto giovedì 20 ottobre il primo ritiro spirituale per sacerdoti e diaconi, programmato per il nuovo anno pastorale.
Alle 9.30 la recita dell’Ora Terza, presieduta dal Vescovo Vittorio ha dato inizio alla mattinata. Lo stesso ha quindi preso la parola per un saluto ai confratelli presenti e ha motivato il momento non come tempo sottratto al ministero, ma come una tra le forme più alte di ministero: tempo di silenzio per ascoltare il Signore, che vuole parlare al cuore, oltre la dispersione e il frastuono della vita quotidiana.

Ha quindi presentato la guida: Mons. Alceste Catella, Vescovo di Casale Monferrato, biellese di origine e liturgista proprio come Mons. Viola.
Mons. Catella ha richiamato l’importanza del ruolo di presidenza, non solo come compito del presbitero di presiedere la celebrazione eucaristica, ma come responsabilità del presbitero a essere mediatore di tutta quanta la comunità, conducendola all’incontro con il Signore.

Attraverso le sue parole ha invitato a mettersi in ascolto di alcune “situazioni di presidenza” dell’alleanza pasquale di cui si ha eco nei testi biblici.
La prima risale al tempo della schiavitù e consiste nel fare memoria dell’amore di Dio.
Il riferimento è Es 13,3-10. Siamo al cuore della vicenda dell’Esodo: un giorno (“ricordati di questo giorno, nel quale siete usciti dall’Egitto”: v. 3) e un rito (“quando il Signore ti avrà fatto entrare nel paese del Cananeo… allora tu compirai questo rito in questo mese”): il testo biblico rimanda pertanto alle origini del rito di alleanza nel giorno anniversario della liberazione operato da Dio.

Nel consegnarlo autorevolmente al popolo come tradizione viva e fedele da rivivere ogni volta in comunità, Mosè raccomanda di esplicitarne sempre la ragione che lo fonda, così che esso orienti la vita del popolo, chiamandola ad essere memoria dell’Esodo.
Il secondo esempio di presidenza è riferito a Giosué 24. Si tratta di una situazione di dispersione in cui il presiedere di Giosuè è finalizzato a favorire una scelta di fedeltà all’alleanza.

La terza situazione è ricondotta all’apostolo Paolo.
Il testo di riferimento è quello di 1Corinzi 11,17-34.
Si tratta qui di una situazione di conflittualità sulle modalità celebrative in cui Paolo si propone di custodire il senso dell’azione memoriale, secondo una tradizione da lui ricevuta e intensamente amata.
Il linguaggio manifesta l’animo commosso e grato di chi raccoglie una consegna ricevuta fin dall’inizio, interamente radicata nel clima della Pasqua di Gesù (“io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso”: v. 23).

Il rito consegnato alla Chiesa da Gesù stesso perché sia fatto “in memoria di lui” (cfr. v. 24), risulta spiegato e compreso dalla scelta del Maestro di dare la propria vita; il mandato di radunarsi per la cena si inscrive in questa logica.
Così si arriva all’ultimo riferimento che descrive il volto e lo stile di chi presiede: in questo caso l’ascolto è di quanto è stato realmente all’inizio dell’Eucaristia di Gesù; il brano di riferimento è costituito da Luca 22,24-27. Siamo all’interno della narrazione dell’ultima cena, la Pasqua che Gesù “ha desiderato ardentemente di mangiare con i suoi discepoli prima della passione” (cfr. Lc 22,15).
Il contesto è il testamento; nessuna parola o gesto è secondario, ciò che si dice e viene compiuto da Gesù fa parte di una consegna definitiva ai dodici, intenzionalmente voluta, dentro le ore drammatiche che preludono al suo morire, cosicché il gesto del Maestro che serve gli altri rimane come icona decisiva per il ministero cristiano.

Davanti all’Eucaristia, nell’ora di adorazione, questi brani sono risuonati perché ognuno li potesse interiorizzare e applicare alla propria esistenza.

Dopo la benedizione, alcune comunicazioni del Vescovo riguardati gli impegni diocesani delle prossime settimane, fra qui la celebrazione conclusiva del Giubileo straordinario della misericordia, con il rito di chiusura della Porta Santa, il 13 novembre alle ore 21.00, in Cattedrale a Tortona, e il pranzo fraterno, che ha chiuso la mattinata di spiritualità e comunione.

Claudio Baldi

Data: 26/10/2016



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