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Caritas diocesana

Nel pieno dell’emergenza Coronavirus la Caritas diocesana è impegnata ad aiutare quanti sono in difficoltà con tre dormitori e la consegna dei pacchi alimentari

Adesso i poveri hanno più bisogno

TORTONA - L’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 non coinvolge solo l’aspetto sanitario, che resta il più grave, ma anche quello sociale. Spesso crea nuove povertà e colpisce chi già viveva situazioni di difficoltà e fragilità.

Lunedì scorso la Presidenza della Conferenza episcopale italiana proprio per sostenere le Caritas diocesane nella loro azione, ha stanziato 10 milioni di euro provenienti da donazioni e dall’otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica. Saranno le Caritas distribuite in tutta Italia a individuare gli interventi più urgenti sul territorio. La Caritas della diocesi di Tortona in queste settimane si è trovata a essere impegnata a far fronte alle nuove esigenze e a rimodulare i servizi per adeguarli alle indicazioni governative e per rispondere ai bisogni dei più deboli. I volontari, insieme al personale della cooperativa Agape, si impegnano ogni giorno a dare forma alla “fantasia della carità” di cui parla Papa Francesco. Per comprendere il raggio di azione della Caritas nella diocesi abbiamo chiesto al direttore, don Francesco Larocca, di descriverci quali sono le priorità e come sono gestite.

«La questione più delicata da affrontare – ha esordito don Larocca – è stata la gestione dei dormitori. Con il diffondersi del virus non si potevano più mandare le persone sulla strada al mattino e quindi la nostra scelta è stata quella di trasformarli in luoghi di accoglienza, aperti 24 ore su 24. Per fare questo abbiamo dovuto attrezzarci per i pasti e per la convivenza in luoghi che hanno a disposizione spazi ridotti». La Caritas gestisce tre dormitori: due a Voghera e uno a Novi Ligure. «Abbiamo cercato – prosegue il sacerdote – di garantire le distanze di sicurezza diminuendo i posti e allontanando i letti secondo le misure consigliate. Ora abbiamo 8 posti nel dormitorio novese, 8 allo “Zanaboni” e 6 alla “Casa di Carità” di Voghera, dove ci sono anche i mini alloggi».

Tutte le sere, inoltre, sono controllate la temperatura e la saturazione del sangue degli ospiti da parte del personale della Croce Rossa a Novi ligure e della Misericordia di Cervesina a Voghera. «La vera novità – come spiega il direttore – è quella di garantire i pasti per tutti. Questa missione è resa possibile grazie all’aiuto di realtà locali. A Novi è l’associazione “San Vincenzo” a provvedere all’aspetto alimentare.

A Voghera i pranzi sono preparati dal personale dell’Agape da lunedì a venerdì, nel week end sono forniti da un servizio di catering e la sera è l’associazione del Crocifisso che prepara dei sacchetti con il cibo per la cena. È davvero fondamentale la collaborazione con le forme di volontariato che operano nelle due città».

Nel comune di Voghera c’è un’altra realtà in prima linea in questi momenti. Si tratta dell’Emporio Solidale, che doveva partire ufficialmente a marzo. Nato come un progetto per seguire in modo completo, compresa la parte alimentare, un certo numero di famiglie vogheresi, si è trasformato temporaneamente nel punto di distribuzione dei pacchi alimentari in tutta la città. «In questi giorni in cui è complicato per le Caritas parrocchiali svolgere le normali attività – afferma don Francesco – abbiamo preparato noi i pacchi alimentari e in questo modo sono state servite 300 famiglie, coprendo le richieste di tutta la città.

I pacchi sono realizzati con il cibo che arriva dal Banco Alimentare e con quello acquistato con i nostri fondi». Da mercoledì 8 aprile, inoltre, è stata avviata una nuova collaborazione con l’amministrazione comunale di Voghera per l’assegnazione di buoni spesa.

Tutti i cittadini in difficoltà, che non rientrano nelle assegnazioni dirette gestite direttamente dal Comune, potranno rivolgersi alla Caritas, da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle ore 13, telefonicamente (tel. 0383 361454 oppure 3342543537) o scrivendo una mail (direzio-ne@caritastortona.it).

A disposizione dell’ente ci sono 40.000 euro dei fondi assegnati dalla Protezione Civile, che serviranno per rispondere alle esigenze dettate dal momento attuale.

I recapiti telefonici sono anche a disposizione di quanti hanno dei dubbi e delle incertezze e per offrire un sostegno a quanti chiamano. Da alcuni giorni, grazie alla collaborazione dei volontari del Crocifisso e di una cooperativa che si occupa di igienizzazione, è anche possibile offrire un servizio di docce settimanali ai senzatetto della città.

Per quanto riguarda la città di Tortona, la Caritas è a disposizione dei Servizi Sociali del Comune che si occupano di gestire le povertà locali. Nei giorni scorsi sono stati donati 1.000 euro da utilizzare per l’acquisto di buoni spesa, prima dello stanziamento dei fondi della Protezione Civile e ora è stato fornito un operatore della cooperativa Agape e un mezzo per la distribuzione dei pacchi alimentari preparati dalla Casa di Accoglienza o da altre realtà locali e per i servizi di trasporto in genere, come vestiti per i ricoverati o per le persone in quarantena.

Nello spirito dell’accoglienza in questi giorni, all’interno delle camere del seminario diocesano, è stato ospitato un medico volontario che presta la sua opera presso l’ospedale tortonese.

«Tutto quello che facciamo – termina don Francesco – è reso possibile grazie all’impegno e alla buona volontà di tanti volontari, ma richiede anche il lavoro della cooperativa Agape e un notevole contributo economico. Chiediamo a chi ne ha la possibilità di sostenere i costi di queste azioni.

È possibile aiutare la Caritas Diocesana Tortona, facendo un’offerta sul conto della UBI banca (IBAN: IT 44 Z031 1148 6700 0000 0013 136)». Anche un piccolo gesto può contribuire a rendere presente la Chiesa diocesana là dove c’è bisogno, rendendo meno pesante questi giorni difficili e sostenendo l’a-zione di quanti stanno lottando in ogni modo contro il Coronavirus.

Daniela Catalano

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Data: 11/04/2020



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