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Lettera pastorale 2020

Notizie - XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LE LETTURE

PRIMA LETTURA (Is 55,6-9)
I miei pensieri non sono i vostri pensieri.

Dal libro del profeta Isaìa

Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 144)
Rit: Il Signore è vicino a chi lo invoca.

Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

SECONDA LETTURA (Fil 1,20-24.27)
Per me vivere è Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia.
Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno.
Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo.
Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo.

VANGELO (Mt 20,1-16)
Sei invidioso perché io sono buono?

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi»

LA BEATA

1/Beata-Maria-Teresa.jpgBeata Maria Teresa Tauscher

Il 20 settembre la Chiesa ricorda la Beata Maria Teresa di San Giuseppe, fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù, che è stata beatificata il 13 maggio 2006.
Anna Maria Tauscher van den Bosch nacque il 19 giugno 1855 a Sandow, nel Brandenburgo che è l’attuale Polonia. Il padre era pastore luterano, mentre la madre, pur essendo protestante, aveva un grande amore per la Madre di Dio, per cui, il 24 luglio, quando la piccola fu battezzata, le fece imporre il nome di Anna Maria.
Il battesimo le fu amministrato dal nonno paterno, pure lui pastore luterano.

La sua infanzia trascorse felice e spensierata, accanto alla sua mamma che amava teneramente e al papà, quando era libero dal ministero.

Nel maggio 1862 il padre fu nominato Sovrintendente ad Arnswalde, dove la famiglia si trasferì. Nel 1865 il padre fu trasferito a Berlino ma Anna Maria, a causa della scarsa salute, nel 1870 fu inviata con la sorella in un educandato di campagna dai Fratelli Moravi, dove in sentì la vocazione a farsi “suora”. Dopo la morte della mamma, nel 1874 lei maturò l’idea costituire un’associazione di donne che si dedicassero ad aiutare le Missioni.

Allo scopo di offrire a Dio un grande sacrificio, accettò l’incarico di direttrice del manicomio di Colonia. Contro la volontà del padre, il 30 ottobre 1888, la beata fu ufficialmente accolta nella Chiesa cattolica proprio a Colonia. Il desiderio di consacrarsi completamente a Dio aumentò dopo la lettura dell’autobiografia di Teresa d’Avila e la spinse a orientarsi alla vita del Carmelo.

Il suo confessore, però, le disse che la sua strada non era quella di entrare in un convento già esistente. Fu cacciata dalla casa paterna e dalla Germania, dove le fu rifiutata l’autorizzazione a portare l’abito religioso, e partì per l’Italia giungendo a Rocca di Papa, nei pressi di Roma, dove nel giugno del 1904, il cardinale Satolli di Frascati, l’autorizzò ad acquistare un edificio che sarebbe diventato la prima Casa Madre del Carmelo del Divin Cuore di Gesù.
Anna Maria emise i voti religiosi il 3 gennaio 1906 e prese il nome di Maria Teresa.
In seguito le fu permesso di rientrare in Germania dove le sue “Case di San Giuseppe” si moltiplicarono.
Nel 1912, partì per l’America. Durante la Prima Guerra Mondiale la Casa Madre a Rocca di Papa fu espropriata dal governo italiano, e la beata, tornata nel 1920, trovò una nuova Casa a Sittard in Olanda, dove trascorse gli ultimi anni della vita e morì il 20 settembre 1938.

Daniela Catalano

Data: 19/09/2020



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