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Lettera pastorale 2020

Notizie - XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LE LETTURE

PRIMA LETTURA (Is 5,1-7)
La vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele.

Dal libro del profeta Isaìa

Voglio cantare per il mio diletto
il mio cantico d’amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna
sopra un fertile colle.
Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi
e vi aveva piantato viti pregiate;
in mezzo vi aveva costruito una torre
e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva;
essa produsse, invece, acini acerbi.
E ora, abitanti di Gerusalemme
e uomini di Giuda,
siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna
che io non abbia fatto?
Perché, mentre attendevo che producesse uva,
essa ha prodotto acini acerbi?
Ora voglio farvi conoscere
ciò che sto per fare alla mia vigna:
toglierò la sua siepe
e si trasformerà in pascolo;
demolirò il suo muro di cinta
e verrà calpestata.
La renderò un deserto,
non sarà potata né vangata
e vi cresceranno rovi e pruni;
alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti
è la casa d’Israele;
gli abitanti di Giuda
sono la sua piantagione preferita.
Egli si aspettava giustizia
ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine
ed ecco grida di oppressi.

 

SALMO RESPONSORIALE (Sal 79)
Rit: La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli.

Perché hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco
e vi pascolano le bestie della campagna.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

SECONDA LETTURA (Fil 4,6-9)
Mettete in pratica queste cose e il Dio della pace sarà con voi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!

 

VANGELO (Mt 21,33-43)
Darà in affitto la vigna ad altri contadini.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

IL BEATO

1/beatobartololongo.jpgBeato Bartolo Longo 

Il 5 ottobre la Chiesa ricorda il Beato Bartolo Longo, che Papa Giovanni Paolo II, definì “l’uomo della Madonna”.

Nacque a Latiano, in provincia di Brindisi, il 10 febbraio 1841 da Bartolomeo e dalla nobildonna Antonia Luparelli.

Dopo aver trascorso la sua infanzia in famiglia, a soli sei anni, fu affidato alle cure degli Scolopi, nel “Real Collegio Ferdinandeo” di Francavilla Fontana. Il 25 giugno 1858, a 17 anni, conseguì il diploma di Magistero che lo abilitava all’ammissione agli esami per il dottorato in qualunque facoltà.

La nuova legge Casati, che aboliva l’insegnamento privato universitario lo costrinse, nel gennaio del 1863, per conseguire la laurea in giurisprudenza a iscriversi all’università di Napoli. Si laureò in giurisprudenza il 12 dicembre del 1864. Dopo la lettura del libro “Le Vie de Jesus” del filosofo francese Ernest Renan, aderì alla contestazione anticlericale, assistette anche a lezioni improntate alla negazione del soprannaturale. Entrò a far parte di un’associazione spiritica e si impegnò a divenire “sacerdote di spiritismo” in opposizione alla Chiesa cattolica.

Con il passare del tempo, però, ciò provocò in lui una profonda depressione psichica e fisica.

Un giorno, dopo una notte di incubi, si rivolse a Vincenzo Pepe, amico, compaesano ed uomo molto religioso, il quale lo pose sotto la direzione spirituale di padre Radente dell’ordine dei Domenicani. Il 7 ottobre 1871, nella ricorrenza del terzo centenario della battaglia di Lepanto, fece la sua professione religiosa nel Terz’ordine di San Domenico con il nome fatidico di “Fra Rosario”.

L’incontro decisivo per la grande opera alla quale era chiamato, accadde nel 1872, nella casa della venerabile Caterina Volpicelli con la contessa De Fusco. Nell’autunno delle stesso anno si recò in Valle di Pompei per rinnovare i contratti con i coloni della contessa. Il 28 ottobre, incontrandosi con don Gennaro Federico, manifestò il suo desiderio di costituire tra i contadini una confraternita del Rosario allo scopo non solo di pregare, ma anche di assistere gli infermi e di accompagnare i morti al cimitero.
Da quell’anno cominciò il suo apostolato in Valle di Pompei che lo porterà alla costruzione dell’attuale santuario e di tutte le altre opere connesse. L’8 maggio 1876 pose la prima pietra per la costruzione della chiesa, che ultimata nel maggio del 1887.

Il 5 maggio 1901 fu inaugurata la facciata del santuario su cui fu incisa la scritta “Pax”.

Longo morì il 5 ottobre del 1926, a 85 anni, e fu beatificato il 26 ottobre del 1980 a Roma.

Data: 03/10/2020



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