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Lettera pastorale 2020

Notizie - XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

LE LETTURE

PRIMA LETTURA (Is 25,6-10a)
Il Signore preparerà un banchetto, e asciugherà le lacrime su ogni volto.

Dal libro del profeta Isaìa

Preparerà il Signore degli eserciti
per tutti i popoli, su questo monte,
un banchetto di grasse vivande,
un banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
e la coltre distesa su tutte le nazioni.
Eliminerà la morte per sempre.
Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto,
l’ignominia del suo popolo
farà scomparire da tutta la terra,
poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;
in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.
Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza,
poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».

SALMO RESPONSORIALE (Sal 22)
Rit: Abiterò per sempre nella casa del Signore.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

SECONDA LETTURA (Fil 4,12-14.19-20)
Tutto posso in colui che mi dà forza.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni.
Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.
Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.

VANGELO (Mt 22,1-14)
Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

LA SANTA

1/chelidonia.jpgSanta Chelidonia

Il 13 ottobre la Chiesa ricorda santa Chelidonia, religiosa, vissuta come eremita nella valle dell’Aniene.

Nacque in una nobile famiglia il 1º ottobre 1077, forse a Poggio Poponesco, poco distante da Fiamignano, in provincia di Rieti.

Il nome di battesimo originale probabilmente era Cleridonia (cioè dono della sorte), come riportato anche in un affresco del “Magister Conxolus” nel sacro speco di Subiaco, anche se si è diffuso poi il nome Chelidonia, che potrebbe derivare dal greco “Kelidonion”, nome di un’erba dai fiori gialli, usata per curare le malattie degli occhi e per estrarre i calli.

A quindici anni la giovane abbandonò la casa paterna e si trasferì nei pressi di Subiaco.

Il luogo, dove la santa si ritirò in preghiera, è noto oggi con il nome di Morra Ferogna, in ricordo del santuario della dea Feronia. Questa località laziale lungo l’Aniene, ai piedi dei monti Simbruini, era considerata una tappa importante, soprattutto per i suoi legami con la vita e l’opera di San Benedetto.
Alla ricerca della vera sapienza, Chelidonia visse per quasi 52 anni in silenzio e preghiera e in solitudine sopportando coraggiosamente le asperità del clima. Abbandonò solo una volta la sua grotta per recarsi in pellegrinaggio a Roma alla tomba degli apostoli.

Tornando, a Subiaco, ricevette l’abito monastico il 10 febbraio, festa di santa Scolastica, sorella di san Benedetto, da Conone, vescovo di Palestrina.

Riprese poi la vita eremitica che non abbandonò più fino alla morte. I fedeli, attratti dalla fama delle sue virtù e dei suoi miracoli, non le fecero mancare sostegno.

Nella confessione della sua vita, scrisse: «Ho rinunciato ai beni di famiglia, nulla posseggo. Vivo accanto alla Morra, ho gli uccelli per compagni e poveri pastori al passo, vi condivido il pane. Credo nel Cristo ucciso dai potenti, risorto dai morti, fondatore della Chiesa della pace, speranza dell’umanità, in cammino verso un regno dove i ricchi e i potenti non entreranno!».

Morì il 13 ottobre 1152 e, subito dopo, dalla grotta si innalzò al cielo una colonna luminosa che fu vista da molti testimoni tra cui papa Eugenio III, che si trovava a Segni e che innalzò la donna agli onori degli altari. Il corpo della santa fu sepolto nella chiesa di S. Scolastica. Nove anni dopo, però, le spoglie furono riportate alla grotta, dove fu edificato un monastero e una cappella.

Nel 1578, il corpo della santa fu definitivamente trasferito nella chiesa di santa Scolastica.

Il 21 ottobre 1695 fu proclamata patrona di Subiaco.

 

Daniela Catalano

 

Data: 10/10/2020



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