Diocesi di Tortona
Home
cerca:
Lunedì, 05 Giugno 2023
Il Vescovo

Navigazione

 


Ultime Notizie


La DiocesiLa CuriaOrganismi PastoraliVicariati e Parrocchie

Lettera Pastorale 2022

VIENI E VEDI

Notizie - V DOMENICA DI QUARESIMA
V DOMENICA DI QUARESIMA

LE LETTURE

PRIMA LETTURA (Is 43,16-21)
Ecco, io faccio una cosa nuova e darò acqua per dissetare il mio popolo.

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore,
che aprì una strada nel mare
e un sentiero in mezzo ad acque possenti,
che fece uscire carri e cavalli,
esercito ed eroi a un tempo;
essi giacciono morti, mai più si rialzeranno,
si spensero come un lucignolo, sono estinti:
«Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!
Ecco, io faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa.
Mi glorificheranno le bestie selvatiche,
sciacalli e struzzi,
perché avrò fornito acqua al deserto,
fiumi alla steppa,
per dissetare il mio popolo, il mio eletto.
Il popolo che io ho plasmato per me
celebrerà le mie lodi».

SALMO RESPONSORIALE (Sal 125)
Rit: Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

SECONDA LETTURA (Fil 3,8-14)
A motivo di Cristo, ritengo che tutto sia una perdita, facendomi conforme alla sua morte.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui, avendo come mia giustizia non quella derivante dalla Legge, ma quella che viene dalla fede in Cristo, la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede: perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti.
Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù. Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.

VANGELO (Gv 8,1-11)
Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

LA BEATA

Beata Teresa Casini

1/casini.jpgTeresa Casini, la Beata di questa settimana, è la fondatrice delle Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù, beatificata da Papa Francesco il 31 ottobre 2015 e ricordata il 3 aprile.

Nacque il 27 ottobre 1864 a Frascati e fu battezzata con i nomi di Teresa Maria Adelaide Lutgarda. Rimasta orfana a 10 anni, si trasferì con la madre a Grottaferrata. In occasione della Prima Comunione avvertì il desiderio di consacrarsi a Dio.

Poi a 18 anni conobbe padre Arsenio Pellegrini, abate del monastero greco di S. Maria di Grottaferrata, che la diresse spiritualmente. Il 1° febbraio 1885 entrò tra le Clarisse della SS. Concezione a Roma, ma, dopo due anni, per motivi di salute, fu costretta a ritornare in famiglia. In seguito decise di aderire alla piccola comunità delle “Vere amanti del Cuore di Gesù”, fondata da una donna che si faceva chiamare “la poveretta di Gesù”, ma, per la prematura morte della fondatrice, dovette desistere.

Una domenica, dopo la Messa, mentre si trovava in uno stato di profonda meditazione, Teresa vide il cuore di Gesù trafitto da una spina e udì una voce che diceva: «Questa spina è conficcata nel mio cuore da quei sacerdoti che, dimentichi del loro carattere, offendono, con le loro infedeltà, il mio celeste Padre».
Fu quello il momento in cui capì che all’interno della Chiesa doveva compiere un’opera riparatrice nei riguardi dei sacerdoti. Così si ritirò in un piccolo appartamento a Grottaferrata, per dedicarsi alla preghiera. Ben presto si radunarono attorno a lei alcune giovani, desiderose di condividere il suo ideale. Incoraggiata dal vescovo di Frascati, il card. Serafino Vannutelli, fece costruire una casa più grande. Le suore si dedicarono alla vita di contemplazione con il carisma della riparazione dinanzi a Gesù Sacramentato.

Il 2 febbraio 1894 nacquero le claustrali “Vittime del Sacro Cuore”, che nel 1916 diventarono di vita attiva e presero il nome di “Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù”. Le sue iniziative a favore delle vocazioni sacerdotali furono molte e incisive.
Nel 1910 nacque anche il primo laboratorio a Grottaferrata per educare le figlie del popolo. Ai laboratori femminili si aggiunsero poi i collegi dei “Piccoli amici di Gesù, nel 1925, per accogliere i giovani e avviarli al seminario. Negli anni della Prima guerra mondiale Teresa accolse sacerdoti anziani, malati e bisognosi.

A causa di una malattia che la rese invalida, si ritirò definitivamente a Grottaferrata nel 1930 dove morì all’alba del 3 aprile 1937, circondata dall’affetto delle sue figlie.

Daniela Catalano

Data: 02/04/2022



Archivio Notizie: V DOMENICA DI QUARESIMA

Stampa
Stampa

Area Riservata

:
:

Calendario
«Giugno 2023»
LuMaMeGiVeSaDo
   123
Diocesi: 3. Mandato agli animatori
4
Diocesi: 4. Convegno dei catechisti
5
Diocesi: 5. Anniversario di San Versiglia
67891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Mese corrente


Riepilogo: Giugno 2023

 


©2010 - Diocesi di Tortona

Valid XHTML 1.0 Strict Valid CSS! Powered by NetGuru Energized by LamorfaLAB