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Storia della Chiesa Parrocchiale
La chiesa parrocchiale di S. Nicol? in Novi Ligure ? eretta sull?area dove sorgeva una preesistente Basilica costruita all?inizio del 1100 e dedicata a S. Nicola da Bari, culto allora assai diffuso in Europa. 
L?abbattimento della preesistente e la costruzione della nuova chiesa si deve alla delibera della CONFRATERNITA DEL ROSARIO che decise i lavori nell?anno 1682 e li cur? nel ventennio successivo. Progettata dal-l?architetto genovese Giovanni Antonio Ricca, fu eseguita da un lombardo, il maestro muratore Giovanni Se-mini che si avvalse naturalmente di manodopera locale. I lavori si protrassero tra svariate difficolt?, non ultime quelle economiche. 
Rispettato il preesistente campanile alto circa 40 metri, di stile tardo gotico, con cuspide a pianta ottagonale e la sacrestia odierna che era l?oratorio e sede della Confraternita committente i lavori, fu necessario occupare il cortile e parte della casa canonica, ossia l?abitazione del parroco. Nei lavori di restauro nel muro perimetrale all?inizio di via Marconi vennero alla luce due mattoni con incisa la data 1689: segno evidente che in quel periodo, ossia dopo 6-7 anni di lavoro, la costruzione della nuova chiesa era giunta all?altezza di circa 10 metri sul fondo stradale. 
Notevoli le peripezie per reperire i fondi occorrenti al finanziamento della chiesa: donazioni, prestiti, pegni; la costanza dei confratelli fu premiata anche se il progetto originale dell?architetto Ricca fu semplificato nel settore della volta e rimase incompiuto nella zona del timpano sulla facciata. 
Il tempio ? un perfetto esemplare di architettura barocca; si presenta come un edificio a pianta rettangolare ellittica ad unica navata, lungo 50 alto e largo 25 metri; antistante la chiesa fino al 1903 sorgeva un piccolo sacrato denominato ?piazzetta S. Nicol??. L?altare maggiore con trono marmoreo di delicata fattura si erge maestoso nel vasto presbiterio delimitato da una splendida balaustra in marmo nero del Belgio pure in stile barocco; il tutto incastonato nell?abside semicircolare dove ? collocata una pregevole tela raffigurante un celebre miracolo di S. Nicola. 
Ai lati del presbiterio esistono due grandi affreschi: Ges? tra i fanciulli e la Cena di Emmaus, opera del pit-tore Luigi Morgari eseguita all?inizio del ?900. Ai lati della navata sorgono dieci cappelle laterali di rimpetto; in origine alcune di esse erano dedicate in maniera diversa rispetto all?attuale culto dei santi che ora si articola cos?: da sinistra Battistero - S. Rita -Sacro Cuore - Madonna di Lourdes San Biagio e Madonna della Guardia - S. Giuseppe e S. Luigi Orione 
S. Teresa di Lisieux e Pd. Pio da Pietralcina - Madonna del Rosario - Ss. Luigi Gonzaga e Antonio di Padova Bambino di Praga. 
Di notevole valore sono gli arredi seguenti: gruppo della Madonna del Rosario, opera dello scultore Carrea allievo del Montecucco risalente alla met? del sec. XIX; ? collocata in una splendida icona di marmo stile barocco, contornata da tele ovali raffiguranti quindici misteri del Rosario. Un crocefisso ligneo con base dorata. Sette grandi lampadari settecenteschi in cristallo di Boemia; i residui lampadari esistenti in chiesa sono di fattura moderna. Il coro del ?700 lavorato ad intaglio di stile barocco genovese e con n. 21 stalli (posti). Un bassorilievo di marmo bianco raffigurante la Madonna del Rosario col Bambino, S. Caterina e S. Domenico. Il portale pure in marmo bianco di Carrara all?ingresso di via Marconi. L?organo costruito nel 1841 dalla ditta Lingiardi previo ridimensionamento del finestrone centrale e posa della tribuna, ossia cantoria. La vasca battesimale certo anteriore alla chiesa attuale, ricavata da marmo alabastro. Le vetrate policrome istoriate esistenti nelle cappelle e nel catino dell?abside sono di recente fattura. Da sottolineare poi due piccoli gioielli in marmo policromo lavorati ad intarsio, inseriti nelle lesene pres-so il coro, per la conservazione delle Reliquie dei Santi e degli Olii. 
Non vanno dimenticati sei maestosi candelabri e quattro busti di papi, tutti in legno dorato e collocati ai la-ti del trono dell?altare maggiore. Il pavimento della navata ? in formelle marmoree bianche e grigie, posato a met? del 19? secolo; quello del presbiterio ? pure in marmo bianco, rosso e nero; l?uno e l?altro hanno coperto le vestigia (botole e iscrizioni) di sepolture privilegiate di alcune famiglie presso le cappelle laterali. Solo in presbiterio ? rimasta visibile un?iscrizione con teschio e femori incrociati, il tutto inciso su formella di marmo nero dicente ?sepulcrum parocorum?; segno che in quel settore di chiesa era stata ricavato il cimitero dei parroci di S. Nicol?. 
Meritevole di nota ? un grande cassettone per arredi e paramenti sa?cri collocato nella sacrestia, tredici tele con ritratto dei parroci dal 1500 al 1830 eseguite con fantasia dallo stesso pittore. Da ultimo vanno notate le pale degli altari minori rappresentanti il Volto Santo, S. Matteo, la SS. Trinit?, S. Giovanni Battista, S. Bartolomeo, S. Antonio Abate (recentemente restaurato). Nel salone della casa canonica di via Marconi ? esposta una lunetta raffigurante la Ma?donna della Misericordia che protegge i Confratelli ?Morte ed Oratione?: ? un affresco di Quirico da Tortona (fine ?400) ?strappato? da un muro della chiesa della Misericordia a cura della Soprintendenza di Torino ed ivi restaurato con tecnica magistrale. 
Degno di sottolineatura ? l?altare rivolto al popolo, ricavato dall?utilizzo di due cornici ex contraltare debitamente restaurate. Va infine ricordato che l?archivio parrocchiale conserva libri e registrazioni manoscrit?te del secolo XVI, anteriori al Concilio di Trento. 

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