Mercoledì, 19 Giugno 2024
Diocesi di Tortona
Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Guido Marini
Vescovo

Ritiro Spirituale di sacerdoti e diaconi

TORTONA - Si è tenuto nella mattinata di giovedì 15 ottobre presso il Seminario di Tortona, il primo Ritiro Spirituale di sacerdoti e diaconi, in programma per l’anno pastorale in corso.

Alle ore 9.30 è stata celebrata nella cappella la preghiera dell’Ora terza.
La Liturgia delle ore, presieduta da Mons. Vittorio Viola, ha dato così avvio al momento di spiritualità.
Mons. Vescovo ha quindi espresso, in una breve riflessione, il significato profondo del nostro trovarsi insieme: “Non è tempo sottratto all’azione pastorale, quello di concedere alcune ore al silenzio e alla riflessione”.
Poi ha illustrato l’importanza di ritrovarci in questi spazi per lo spirito, nei quali, in un’azione pastorale vera e propria, possiamo ascoltare la Sua voce, rigenerare il cuore e vivere momenti di autentica comunione con i confratelli.
Ha invitato dunque a custodire il clima di ascolto, creando il silenzio non solo esteriormente, ma soprattutto interiormente, lasciando da parte le nostre confusioni, preoccupazioni e parole.

Scesi nel salone, Mons. Gabriele Mana, vescovo di Biella dal 2001, ha tenuto la meditazione; prima di affrontare il tema della misericordia ha speso alcune parole per delineare l’identità presbiterale: essa è mortificata se non viene inserita in un corpo ontologicamente soprannaturale: il presbiterio.
La nostra identità non può essere solitaria; è essenzialmente comunionale.
Con parola pacata ed efficace ha passato in rassegna alcuni aspetti molto concreti della vita ministeriale del sacerdote in chiave di misericordia: prima di essere buoni confessori occorre essere sinceri penitenti; la fede non è ideologia, essa è autentica non solo quando non si hanno dubbi sulle verità di fede, ma quando si vive secondo verità e si cerca, alla luce della Parola di Dio, l’incontro personale con Lui.
Allo stesso modo la misericordia non è astrazione, ha un volto e un nome: Gesù che fa vivere la nostra parte mortale con Lui, risorto e vivente.

Da ciò nasce la gioia del presbitero: non frutto di congiunture positive o segno di semplice buona educazione, ma espressione visibile dell’incontro con Lui che mi fa lieto.
Solo così saremo consumati dal desiderio di essere ministri di misericordia.
Ha accennato quindi alla figura della Vergine di Loreto, in pellegrinaggio in questi giorni nelle Diocesi italiane.
Essa è ricoperta del mantello e si presenta agli occhi del fedele sempre vestita. Questo manto ricopre sia lei sia il Figlio, tanto da farlo apparire quasi una continuazione della madre, inseparabile e inscindibile da lei.
Solo così comprendiamo Gesù come unito a noi, tanto da vivere di Lui e far diventare il nostro respiro una cosa sola con il suo; utile a ciò è la ripetizione continua del suo nome. Mons. Mana ha continuato con un accenno anche al Crocifisso di san Damiano.
Esso andrebbe prima di tutto adagiato per terra, accorgendosi che Gesù non appare sofferente, ma come adagiato nel suo letto.
È il luogo dove trova riposo, un letto dove sta bene. Guardandolo sdraiato noi vediamo, al di là della sofferenza, il dono della vita che ci dà la salvezza; è l’Amore più grande che supera l’odio e la violenza della croce che ci dà pace.
In questa immedesimazione con Gesù troviamo nel presbiterio il nostro luogo di riposo, perché è solo qui, in questa comunione, che offro a vita, per amore e nell’amore.

Ha quindi commentato il brano del vangelo di Matteo sul perdono (18,21-35): “Quante volte devo perdonare il mio fratello?”.
La vita ministeriale è come un “duplicatore”: se ricevo, dono; se ricevo amore, trasmetto amore; se ricevo misericordia, trasmetto misericordia.

Terminata la meditazione, Mons. Viola ha esposto l’Eucarestia nella cappella. Un’ora di silenzio davanti a Lui, dove la grazia dell’ascolto che abbiamo vissuto nella meditazione è stata portata alla sua Presenza.
Erano disponibili anche alcuni confessori per la Riconciliazione.
Terminato il momento liturgico, dopo aver impartito solennemente la Benedizione Eucaristica, Mons. Viola ha ricordato i principali appuntamenti della vita diocesana, informando i presenti anche dell’accoglienza in un’ala del Seminario di un gruppo di profughi e ha invitato al pranzo per chiudere in fraternità la densa mattinata.

Claudio Baldi

Data: 21/10/2015



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