Venerdì, 24 Maggio 2024
Diocesi di Tortona
Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Guido Marini
Vescovo

I DOMENICA DI AVVENTO : la riflessione del Vescovo

Le letture della domenica  

PRIMA LETTURA (Ger 33,14-16)
Farò germogliare per Davide un germoglio giusto.

Dal libro del profeta Geremìa

Ecco, verranno giorni - oràcolo del Signore - nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d’Israele e alla casa di Giuda.
In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra.
In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 24)

Rit: A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.
Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza.

SECONDA LETTURA (1Ts 3,12-4,2)
Il Signore renda saldi i vostri cuori al momento della venuta di Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.
Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù affinché, come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio – e così già vi comportate –, possiate progredire ancora di più. Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù.

VANGELO (Lc 21,25-28.34-36)

La vostra liberazione è vicina.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

IL SANTO

1/san silvestro_1.jpgOggi, 26 novembre, la Chiesa ricorda San Silvestro Guzzolini, nato nel 1177 da una nobile famiglia, a Osimo, nelle Marche.
Fu mandato a studiare a Bologna e poi a Padova. Il giovane obbedì, ma in seguito, volle frequentare i corsi di teologia e maturò così la vocazione allo stato religioso.
Terminati gli studi, espresse il desiderio di consacrarsi a Dio. Suo padre, però, non accettò la sua scelta e lo segregò per 10 anni senza rivolgergli più la parola. Alla fine, appoggiato anche da sua mamma, riuscì a entrare nella Comunità religiosa dei Canonici nella Chiesa di Osimo.

Predicava con fede ed era radicale nell’osservanza del Vangelo e per questo era molto amato dal popolo.
Un giorno rimproverò il suo Vescovo, che non conduceva una vita proprio esemplare, il quale non la prese bene e fece in modo che il santo si ritrovasse da solo.
Proprio allora per il suo profondo amore verso Gesù Cristo decise di lasciare proprio tutto e starsene davvero solo con Dio.
Fece esperienza eremitica in vari luoghi, fino a quando arrivò a una grotta, detta Grottafucile, dove decise di vivere.

Iniziò una vita fatta i preghiera, digiuno e penitenza. A volte si cibava di sole erbe crude.
Un giorno fu scoperto da alcuni uomini e da allora la gente incominciò ad andare a lui per chiedere preghiera e consiglio spirituale.
C’era anche chi chiedeva, con insistenza, di rimanere in quel luogo di pace per condividere quella magnifica esperienza di vita spirituale.
Silvestro dovette decidersi a organizzare una comunità religiosa. Si racconta che un giorno gli apparve san Benedetto, attorniato da alcuni monaci, che lo esortò, con insistenza, ad accettare la sua Regola e il suo abito.
Silvestro accettò e fondò il primo piccolo eremo, con vita cenobitica e lo dedicò alla Beata Vergine Maria, che lui chiamava Regina di Misericordia.
Nel 1230 cominciò la ricerca di un posto solitario più accogliente e arrivò sul Montefano, vicino Fabriano, dove nel 1231 fondò un Monastero non lontano dalla Fonte Vebrici.
Il 27 giugno 1248 il Papa riconobbe la fondazione dell’Ordine di San Benedetto di Montefano e nacquero così i Benedettini Silvestrini.

Prima di morire il santo fondò altri 11 monasteri. Morì, novantenne, il 26 novembre del 1267.

Oggi le sue ossa sono nella chiesa del Monastero sul Monte Fano

Data: 27/11/2015



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