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Notizie - Colletta per la Terra Santa: invito del Vescovo
Colletta per la Terra Santa: invito del Vescovo

Mons. Vittorio Francesco Viola, invita tutte le comunità parrochciali a vivere con intensità nella preghiera e generosità nel dono, la prossima Colletta di Terra Santa, in occasione del Venerdì Santo (25 marzo p.v.).

Invitiamo tutti i sacerdoti a prendere visione dell'allegato che potrete scaricare a QUESTO LINK.


APPROFONDIMENTI

Da molto tempo – si può dire da sempre – la Chiesa universale dedica il Venerdì Santo alla Colletta per la Terra Santa.
Questo gesto di grande generosità fraterna risale addirittura all’epoca apostolica. Lo attesta san Paolo nella 1^ lettera ai fratelli di Corinto e a quelli di Roma.
Alle Chiese di tutto il mondo (oggi sono le diocesi) viene segnalata la necessità, il dovere dell’impegno in favore dei luoghi santi e delle comunità cristiane che vivono in quelle terre.

Oggi la Colletta, unitamente alla Giornata Missionaria Mondiale, alla Giornata per l’Infanzia missionaria e alla Giornata per i Migranti, è “obbligatoria”.

La Terra Santa, nella sua più ampia accezione, – non comprende geograficamente soltanto la Palestina – vive da tempo un periodo di grande sofferenza.
Una sofferenza che tocca in profondità i fratelli e che interpella tutti noi, che “grida verso Dio e fa appello all’impegno di tutti noi, nella preghiera e in ogni tipo di iniziative” (Lettera del S. Padre Francesco ai cristiani del Medio Oriente, 2014). Attualmente sono milioni gli sfollati che fuggono dalla Siria, dall’Iraq e da altre zone dove il grido delle armi non tace e la via del dialogo pare completamente smarrita.
Se i cristiani di Terra Santa sono esortati a resistere per quanto possibile a ogni tentazione di fuga, ai fedeli di tutto il mondo si chiede di prendersi cura delle loro vicende così tribolate.
Proprio per sovvenire alle necessità di questi fratelli, al sostegno delle comunità d’origine, alla salvaguardia e alla tutela dei luoghi santi, è oggi più che mai importante che le parrocchie, le associazioni, i gruppi, le Congregazioni, si prendano a cuore la situazione dei fratelli che vivono nella Terra Santa e vivano la Colletta del Venerdì Santo come momento di comunione e di fraternità.

Chi ha avuto anche di recente la grazia di visitare i luoghi santi in occasione di un pellegrinaggio (la Terra Santa è il pellegrinaggio per eccellenza) ha ben potuto prendere coscienza di questa difficile realtà nella quale vivono i cristiani ed operano i Frati della Custodia.
I Frati francescani Minori si prendono cura di questa grande causa di assistenza e di salvaguardia da ben 800 anni. Nel 1217, pochi anni dopo la fondazione dell’Ordine dei Frati minori ad opera di San Francesco nel 1209, con la suddivisione dell’Ordine in varie giurisdizioni, nacque la Provincia di Terra Santa. Venne considerata subito la perla di tutte le Province (è l’unica a livello internazionale) e fu visitata dallo stesso San Francesco fra il 1219  e 1220.
I frati prestano il loro servizio nei principali Santuari, tra i quali un posto di rilievo spetta al Santo Sepolcro, alla basilica della Natività a Betlemme, alla chiesa dell’Annunciazione a Nazareth.
Inoltre essi svolgono attività pastorale in diverse parrocchie, esprimendosi anche con opere di carattere sociale: scuole, collegi, case per studenti, laboratori artigianali, case di riposo, doposcuola, laboratori femminili, ambulatori.
In anni recenti i Frati della Custodia si sono impegnati in modo determinante e consistente nell’assegnazione di case a basso affitto o gratuite alle famiglie cristiane rimaste senza reddito o con gravi problemi.
La particolare situazione politica creata dal conflitto arabo-israeliano ha prodotto e produce un consistente esodo della locale popolazione arabo-cristiana. Attualmente la Custodia offre, nella sola Gerusalemme, circa 350 alloggi ad affitto pressoché simbolico.
Altri alloggi sono presi in affitto dalla Custodia e offerti gratis ai poveri.
Tutto ciò per evitare l’emorragia in atto dell’esodo dei cristiani (soprattutto dei giovani) dalla Terra Santa.
La Custodia si è sempre impegnata a custodire non solo i Santuari nel senso fisico del termine, ma anche a preservare le “pietre vive”. Infatti, questa intensa attività pastorale e sociale si estrinseca mediante la presenza di 280 frati missionari di varie nazionalità che garantiscono il servizio in 55 Santuari, 24 parrocchie, 14 scuole, 4 case per malati e orfani, 5 case per pellegrini, 3 istituti universitari e ben 2000 posti di lavoro.
Inoltre, molto importante e significativo è il ruolo dei frati della Custodia in ordine al dialogo interreligioso ed ecumenico.
Esso è favorito – si direbbe quasi esigito – dalla particolare situazione religiosa della regione: i cristiani sono, infatti, appena il 2% della popolazione generale, divisa tra musulmani ed ebrei.
Al di là delle evidenti difficoltà di relazione, la Terra Santa ha un fascino che è unico nel suo genere. Qui i Francescani rappresentano una presenza storica che lungo il corso dei secoli ha sempre cercato di dialogare con le altre religioni, comprese quelle cristiane ortodosse.
È una piccola realtà, ma è bello vedere come essi riescono a comunicare e soprattutto a dare valida testimonianza fraterna. Pur nei limiti numerici essi offrono accoglienza, incontrano pellegrini e fedeli di ogni parte del mondo, svolgono il prezioso e qualificato servizio di guide bibliche e spirituali.

La Terra Santa è stata definita da Papa Paolo VI “il quinto Vangelo”.
Conoscere questa terra, la sua storia, il suo ambiente umano e geografico, contribuisce efficacemente a una più vitale comprensione del messaggio della Sacra Scrittura.
Da sempre i francescani hanno dato testimonianza di una presenza pacifica che ha assunto uno stile diverso da quello che ha caratterizzato il periodo dell’influenza politica bizantina o delle crociate: forse questo è stato il segreto della loro sopravvivenza e del loro perseverare anche durante difficoltà enormi.
E poi, essi sono sempre all’avanguardia negli studi biblici e negli scavi archeologici dei luoghi santi cristiani.

La colletta del Venerdì Santo, dunque, permette di sostenere tutte queste iniziative molto utili e provvidenziali.
E per questo la Custodia merita attenzione e solidarietà, proprio per continuare la missione francescana in Terra Santa.

A questa nobile causa è chiamata la generosità di tutta la nostra diocesi.
Il Centro Missionario diocesano raccoglie le offerte della Colletta che sarà inviata al Priorato della Custodia.

Dino Savio

 

Data: 16/03/2016



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