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La Diocesi al Convegno nazionale con Isabella Vergagni

Il cuore della Chiesa, la vita del mondo

SACROFANO - “Nel cuore della Chiesa per la vita del mondo”, questo l’argomento trattato durante il convegno nazionale dell’Ordo Virginum, dal 25 al 27 agosto, a Sacrofano, organizzato dal gruppo di collegamento nazionale e dalle consacrate di Roma.

Erano 170 le consacrate presenti, provenienti, oltre che dalla varie diocesi italiane, dalla Francia, dall’isola di Malta, dalla Finlandia.

I momenti di preghiera – lodi, eucaristia, vespri – sono stati arricchiti dalle riflessioni dei sacerdoti Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo ausiliare di Roma incaricato per l’Ordo Virginum, don Giuseppe Capsoni docente di Diritto alla scuola diocesana prenestina per laici, padre Agostino Montan, delegato della diocesi di Roma, Mons. Raffaello Martinelli, Vescovo di Frascati, Mons. Romano Rossi, Vescovo di Civita Castellana, Mons. Paolo Lojudice, Vescovo ausiliare di Roma.

Mons. Oscar Cantoni, Ve-scovo di Crema, delegato della C.E.I. per l’Ordo Vir-ginum ha seguito l’intero convegno. Oggetto della sua relazione è stata la nota pastorale “L’Ordo Virginum nella Chiesa in Italia” della commissione episcopale CEI per il clero e la vita consacrata del 25 marzo 2014.

Documento prezioso che delinea l’identità e la missione di questa forma di consacrazione con orientamenti flessibili, nel rispetto delle tradizioni delle singole Chiese locali.

Diretta ai Vescovi perché conoscano, facciano conoscere e promuovano; ai delegati per la vita consacrata, a chi è in ricerca vocazionale. Sottolinea la diocesanità: in comunione con il Vescovo, le consacrate si sentano inserite con discrezione ma con competenza profetica dentro le realtà locali. “Esserci in nome della Chiesa con una presenza materna”.

Evidenzia la secolarità: a servizio del mondo, pronte a prendere la parte dei poveri e degli indifesi. “Facciamo Chiesa accogliendo gli uni gli altri.

Vivere da isolati vuol dire stare fuori dalla Chiesa.

Tutto si gioca nella Chiesa sull’amicizia”.

La teologa Serena Noceti ha offerto una elaborata riflessione sull’identità e la vita della consacrata dell’Ordine con riferimento alla costituzione del Concilio Vaticano II “Lumen Gentium”.

“Essere segno della Chiesa è attestare la Chiesa come sposa di Cristo ma è peculiare l’attesa vigilante.

Custodire come la sposa la promessa di Gesù nel frattempo della storia”.

Secondo la teologa la definizione “consacrata” richiama ad una separatezza, sarebbe più calzante il termine “dedicata”, presente nel rito di consacrazione delle vergini.

A concludere l’incontro uno spettacolo di balletto di holy dance della scuola di danza di Suor Anna Maria Nobili, preceduto dalla visita di quello che è stato definito “il nostro prefetto preferito”: il Cardinale Joao Braz de Aviz Prefetto del Dicastero per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica. Tra l’altro, ha toccato tre punti.

Essere discepoli. Non abituarci a quello che abbiamo. Per seguire Gesù che cosa cambia? Corrispondere con una vita profonda di apostolato.

Il legame con il Vescovo. C’è un’obbedienza tra carisma e gerarchia la co-essenzialità: non è il Vescovo che definisce il carisma, è Dio. La chiamata la fa Lui. Il Vescovo riconosce il carisma. Curare bene la formazione. Seguire Gesù, seguire il Vescovo e la Chiesa.

Essere modellabile come argilla in mano al vasaio. Dio porta dove l’amore suo vuole che siamo. Dobbiamo uccidere il vecchio concetto di autorità e obbedienza.

La prima cosa che esige è che ci vogliamo bene, che siamo fratelli.

Siamo troppo abituati a essere importanti.

Togliamo la buccia che non serve, teniamo solo il midollo, che è Gesù.

Diventare sempre più discepole di Gesù, cercando di creare comunione.

“Dovete far fuori un sacco di donne”. Battuta efficace per invitare tutte a far conoscere questa forma di consacrazione a tante donne che stanno cercando quale strada percorrere con il Signore.

L’unica consacrata Ordo Virginum della nostra diocesi, tornata dal convegno, si augura di poter “far fuori” qualche donna che desideri intraprendere questo percorso, sempre alla scuola di Maria, madre e maestra.

Isabella Vergagni

Data: 05/09/2016



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