Venerdì, 23 Febbraio 2024
Diocesi di Tortona
Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Guido Marini
Vescovo

Formazione per i catechisti della Diocesi.

L’annuncio deve essere fatto di gesti

TORTONA - La sera del 21 ottobre si è svolto a Tortona, in Seminario, il primo incontro di formazione programmato per i catechisti della Diocesi.

Relatrice è stata Daniela Lenzi, dell’Arcidiocesi di Genova, presentata dal Direttore dell’UCD, don Fabrizio Pessina: la sua relazione ha illustrato le caratteristiche di fondo dei primi capitoli del Documento Base.

Questo testo, che ha segnato un momento storico e decisivo per la fede nel nostro Paese, promulgato dall’Episcopato Italiano nel 1970, è ancora attualissimo, perché indispensabile per elaborare percorsi di catechesi ben strutturati.

Partendo da un racconto – strumento di lavoro che i catechisti ben conoscono! – Daniela Lenzi ha aiutato i presenti a riflettere sulla loro “trasparenza” nella vita quotidiana. La gente “ci confonde” con Gesù? Il nostro oggi è spesso cieco, davanti alla Sua bontà, sordo alla Sua Parola... I catechisti sanno essere le “pupille di Gesù”, che guardano i fratelli e il mondo?

L’annuncio non dovrebbe essere fatto solo di parole, esse vanno integrate nell’esistenza: è la vita che deve “parlare”, ogni scelta dovrebbe far capire che Gesù è il maestro.

Quindi, attraverso la Parola, la liturgia e la testimonianza “annunciamo l’amore di Dio in Cristo”: tutti sono in cammino, la fede ha bisogno sempre di essere rinvigorita... può anche essere richiesto di ridestarla in adulti indifferenti o di evangelizzare chi non conosce Gesù e il suo Vangelo.

La Parola viva “ora incarnata è rivolta agli uomini e narra a essi le ricchezze dell’amore di Dio”.

In passato il catechismo era basato sulle conoscenze: si imparava anche a memoria.

Oggi deve trasmettere maggiormente gli “atteggiamenti”: e se Gesù ha lasciato un’impronta in me, il mio annuncio è gioioso. Vedere la vita come Lui ha fatto, sperare come Lui, aiuta a costruire una mentalità di fede.

Il rapporto con Dio “per mezzo di Cristo nello Spirito” crea una personalità cristiana: alimentare il rapporto con Gesù, attraverso la preghiera, la lettura del Vangelo, la partecipazione alla liturgia rende il catechista più incisivo, nella comunità.

La relatrice ha sottolineato la grandissima importanza di saper coinvolgere quest’ultima, rendendola partecipe dei percorsi di educazione alla fede: non ci vogliono chiusure o diffidenze, affinché non si perda alcuna occasione per incontrare il Signore. Una comunità, infatti, non deve deludere chi sta entrando, ma vivere nell’accoglienza, nella disponibilità e nel perdono.

Il quarto capitolo del Documento Base presenta Gesù Cristo, “messaggio” della Chiesa, centro vivo della fede e della catechesi.

“Il nostro annuncio – ha sottolineato la dottoressa Lenzi – deve essere sempre orientato alla gioia, alla luce, alla festa: felicità è il fine ultimo del nostro cammino”.

“Dio è gioia, per questo ha appeso il sole davanti alla Sua casa”… Con questa poetica immagine si è chiusa la relazione, cui è seguita una breve serie di interventi e di domande, che una volta di più hanno messo in luce le difficoltà all’interno dei gruppi, i problemi con le famiglie, le “assenze” dalle celebrazioni eucaristiche domenicali: tristi litanie, sulla monotonia delle quali ci si confronta per trovare conforto e risposte.

Gli incontri già programmati (il primo con don Gianfranco Calabrese, il pomeriggio del 27 novembre prossimo) e quelli che si terranno da dicembre a maggio, secondo il calendario già diffuso, aiuteranno certamente ad essere catechisti migliori.

m.s.

Data: 26/10/2016



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