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Notizie - L'eccomi di Giampaolo Gianesi

Nuovo Diacono Permanente.
Il Vescovo l’ha ordinato nel giorno dell’Immacolata

1/gianesi.jpgTORTONA - Grande commozione si percepiva la sera dell’8 dicembre alle ore 21.00 in duomo a Tortona: la Celebrazione Eucaristica ha accolto il momento dell’ordinazione diaconale dell’accolito Giampaolo Gianesi, officiata dal Vescovo Vittorio Viola.

Presenti sacerdoti diocesani e della diocesi di Vigevano, i diaconi permanenti e aspiranti diaconi.

In chiesa in prima fila la moglie Elisa, le figlie Carlotta e Anna e i molti parenti.

Rappresentanze di fedeli delle parrocchie dove Giampaolo ha svolto la sua attività precedente l’ordinazione: Mezzana Bigli, Montesegale, Languzzano, Bregni, S. Eusebio, Casei Gerola, Cornale, Gerola, Bastida de’ Dossi.

Il Pastore ha introdotto la celebrazione rivolgendosi direttamente a Giampaolo, “perché l’occasione di poter celebrare l’ordinazione diaconale è giorno di grazia: con gioia accogliamo questo dono per la nostra Chiesa nella ricorrenza dell’Immacolata Concezione nonché nel secondo anniversario della mia ordinazione episcopale”.

Ha poi precisato che i diaconi partecipano in una maniera particolare alla missione e alla grazia di Cristo: il sacramento dell’ordine imprime in loro un sigillo che nulla può cancellare e che li configura a Cristo, il quale si è fatto servo di tutti.

La celebrazione ha previsto la presentazione e l’elezione del candidato che, in seguito, è stato interrogato sugli impegni che saranno da esso assunti.

Nel commento al Vangelo del giorno (Lc 1, 26-38) Mons. Viola ha detto: “La decisione di mandare l’Angelo nella povera casa di Nazareth, sia carica del desiderio che ha animato il cuore di Dio fin da quando l’uomo ha scelto di prendere le distanze da Lui, come ascoltato nella prima lettura (Gen 3,9- 15,20); la distanza, però, non spegne l’amore di Dio, al contrario lo accende di desiderio: al nostro no, Dio ha scelto di amarci comunque, di cercare la comunione con noi.

Il suo desiderio si è spinto fino al punto di mandare l’Angelo Grande nella povera casa di Nazareth a Maria, per portare l’annuncio più grande che il mondo abbia potuto ascoltare: comunicare la scelta di comprendere la nostra condizione sperimentando come stiamo noi distanti da Lui”.

“Il disegno si realizzerà solo nel grembo di una madre – ha spiegato Mons. Viola – che è stato voluto dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito perché ci fosse un luogo capace di accogliere Dio, non uno spazio grande, ma vuoto, dove non fosse presente neppure l’ombra del peccato”.

“Il continuo ripetere eccomi della Vergine, la renderà disponibile al disegno di Dio e quindi serva nelle sue mani – ha rilevato Viola – e l’eccomi pronunciato da te, Giampaolo, è il desiderio di poter vivere qualcosa dello stesso eccomi della Vergine Maria, nel modo in cui il Signore ti ha chiesto di viverlo: la chiamata a essere servo nel ministero del diaconato all’interno del sacramento del matrimonio”.

Tale servizio ha un suo modello esemplare in quella parola della Vergine, parola che tutti coloro che sono chiamati sono invitati a ripetere, “un eccomi che è la consegna di sé, piena, incondizionata, senza la pretesa di conoscere il dettaglio, scegliendo il Signore e ogni suo progetto e di come penserà di servirsi della disponibilità di chi, come te, oggi, la pronuncia, per costruire il regno”.

Occorre che ci si sforzi di rendere quello spazio vuoto pienamente disponibile per la sua presenza, perché possa servirsi di ciascuno, perché il servizio è dare la vita.

“È così – ha terminato Sua Eccellenza – che vogliamo stare nell’eccomi della Vergine Maria, sostenendo, come Chiesa, il tuo eccomi e disponendoci ad accogliere nel tuo servizio della Parola, della catechesi, degli infiniti volti della carità, la visibilità dell’amore di Dio per noi, all’interno del vostro matrimonio, Giampaolo ed Elisa, con questa particolare chiamata.

Chiediamo per te la stessa docilità della Vergine Maria al disegno di Dio sulla tua vita; possa il tuo eccomi tendere alla purezza dell’eccomi dell’Immacolata, perché lo Spirito possa essere libero di muoversi dentro di te in modo che il mondo riconosca in questo la presenza di Lui risorto, vivo”.

Particolarmente commovente è stato il silenzio orante del gesto d’imposizione delle mani da parte del Vescovo sul capo dell’accolito per il dono dello Spirito Santo.

Dopo la preghiera di ordinazione due diaconi hanno proceduto alla vestizione degli abiti diaconali imponendo a Giampaolo la stola diaconale e la dalmatica.

L’ordinato, indossate le vesti, ha ricevuto il libro dei Vangeli e il Vescovo ha poi scambiato con lui l’abbraccio di pace, gesto che Giampaolo ha in seguito esteso ai confratelli.

Al termine della celebrazione il Vescovo ha ringraziato mons. Piergiorgio Pruzzi, responsabile della formazione dei diaconi e don Maurizio Ceriani preside della Scuola Diocesana di Teologia.

Un ringraziamento è andato alle comunità che hanno accolto Giampaolo per il servizio che ha potuto svolgere, non ancora diacono, accompagnandolo nel cammino che l’ha condotto fino all’importante traguardo del diaconato permanente.

Un sentito ringraziamento è andato anche alla corale S. Giacomo dell’insigne collegiata di San Giovanni Battista di Casei Gerola, punto di riferimento del vicariato padano guidato da don Ceriani, per aver accompagnato la liturgia favorendo la partecipazione attiva dell’assemblea.

Un grazie gioioso è stato pronunciato alla famiglia di Gianesi, perché la vocazione coinvolge anch’essa in modo profondo ed è “bellezza nella bellezza, dono nel dono”.

Dirigendosi verso la canonica per lo scambio di saluti che ha concluso la fraterna serata di festa, Giampaolo ha comunicato agli amici la sua gioia e gratitudine per mons. Marco Daniele che l’ha seguito nelle prime esperienze “sul campo” a Mezzana Bigli, per il suo parroco don Paolo Verri, per l’amico don Enrico Bernuzzi, per mons. Gianni Captini e per tutti i presbiteri che l’hanno sostenuto nel cammino di crescita e maturazione umana, spirituale e pastorale.

Cristina Bertin

foto: Luigi Bloise

Data: 14/12/2016



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