Venerdì, 24 Maggio 2024
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Mons. Guido Marini
Vescovo

All'unità pastorale "S. Versiglia" il Beato's Got Talent

I partecipanti da Torricella, Mornico, Corvino, Montù, Lungavilla, Cervesina, Pancarana, Serravalle, Casteggio e dal “Paolo VI”

1/Casteggio.jpgCASALNOCETO - Il Coro giovani dell’unità pastorale “San Luigi Versiglia” di Casteggio ha vinto la terza edizione di Beato’s Got Talent. Il concorso musicale, organizzato dalla Pastorale Giovanile diocesana, si è svolto lo scorso sabato presso l’auditorium del Centro “Paolo VI” di Casalnoceto, gremito per l’occasione.
Il tema abbinato alla manifestazione è stato tratto, per questa edizione, da una frase del Vangelo di Giovanni: “Nessuno potrà togliervi la vostra gioia”.

La serata, presentata da Carlo Zeme e Giulia Formica, è iniziata con l’esibizione dei “padroni di casa”: i ragazzi del “Paolo VI”, i quali hanno proposto due brani: “Inno alla gioia” e “C’è grande gioia nel mio cuor”.

Subito dopo si è esibito il gruppo dell’unità pastorale “San Luigi Versiglia”, che comprende le parrocchie casteggiane del Sacro Cuore e di San Pietro, quella di Mairano e quella di Oliva Gessi, paese che diede i natali a San Luigi nel giugno del 1873.
Il loro brano inedito, “Nessuno potrà”, è stato scritto per l’occasione da Simone Zani e Paolo Solerio.
Il coro ha eseguito inoltre il noto brano “La gioia (ascolta il rumore delle onde del mare)”.

Il coro “Maria Regina – Ca’ Del Sole” di Serravalle Scrivia, già vincitore della manifestazione nel 2015, si è esibito con un brano di don Luca Gatti e Luca Emanuele Scaramel, “Gioia piena, gioia viva”.
Il gruppo ha inoltre cantato il celebre “Laudato Sii” tratto dal musical “Forza Venite Gente” di Michele Paulicelli, recentemente messo in scena dallo stesso sodalizio serravallese.

Il brano “#MaiUnaNonGioia”, scritto da Marco Ricotti, è stato presentato dal “Don Bosco Young Group”, ensemble musicale formata dai giovani di Torricella Verzate, Mornico Losana e Corvino San Quirico.

Il gruppo, campione in carica, è formato da nove chitarre, quattro clarinetti, quattro flauti, un basso, due tastiere e due voci soliste; la scorsa edizione era coincisa, peraltro, con la loro prima esibizione in pubblico.

Anche quest’anno si è verificato un debutto assoluto: quello del coro “LuCe e PaCe”. Il nome del coro è l’acronimo delle tre parrocchie che, insieme, gli hanno dato vita: Lungavilla, Cervesina e Pancarana.
L’ultima sillaba, “Ce”, è un omaggio a don Cesare De Paoli, parroco dei tre paesi e animatore dell’iniziativa comunitaria.
Don Cesare è, inoltre, direttore generale del Centro “Paolo VI” che ha ospitato il Beato’s Got Talent. Due brani editi per questa nuova corale: il canto scout “La gioia” e “La vera gioia” di mons. Marco Frisina.

L’ultima esibizione è stata quella del coro “San Michele Arcangelo” di Montù Beccaria, che ha partecipato per la prima volta alla rassegna.

Il gruppo, che comprende anche elementi provenienti da località limitrofe quali Stradella e Zenevredo, ha proposto “Nozze a Cana” di Lidia Stefani e Guido Pietrogrande (brano edito) e “Di pianti e di gioia”, scritto appositamente per la serata da Giovanni Stagnitto.

Tutti i partecipanti sono stati premiati con una targa dal vescovo, monsignor Vittorio Viola.
Al coro vincitore è stato consegnato inoltre un buono spesa del valore di 150 euro per l’acquisto di strumenti o attrezzature musicali.

La giuria che ha decretato il vincitore era composta dai musicisti Mirko Taurino, Elena Bonanata, Andrea Scano ed Elisabetta Zella.

I membri si sono complimentati con tutti i cori, sia quelli in gara per il miglior brano inedito, sia quelli che hanno presentato brani editi.

Per decretare il risultato finale sono state considerate l’attinenza al tema della manifestazione, la qualità dell’esecuzione, le qualità letterarie del testo e la fruibilità liturgica del brano.

Il vescovo Vittorio, nel salutare il pubblico e i partecipanti al termine della serata, ha condiviso un pensiero sul tema della rassegna, ispirato anche dai recenti eventi di cronaca.

“In questi giorni ci sono tante cose che sembrano volerci togliere la gioia”, ha detto mons. Viola, prendendo la parola. “Immagino che oggi un po’ tutti siamo tornati ad accendere la televisione, la radio, per sperare in qualche buona notizia. L’incidente di Verona, la situazione del terremoto, la neve, l’hotel sommerso… sembra una congiura contro la gioia. Ma noi siamo degli incoscienti a credere a questa parola? A credere che davvero nessuno può toglierci quella gioia che Lui ci ha donato?

Evidentemente penso di no”.

“Questa è davvero l’unica parola di cui abbiamo bisogno – ha proseguito il Vescovo – il sapere che la nostra tristezza si cambierà in gioia, che nessuno può toglierci la gioia che è depositata nel cuore di Dio.
Dio stesso è venuto a comunicarci questa gioia, che è la gioia dell’amore.

Questo è un buon motivo di canto, anche se la vita ci mette davanti a situazioni in cui un nodo alla gola non ci permette di cantare.
Perché sappiamo che nel profondo del nostro cuore c’è uno spazio per la gioia che è fondato sulla sua parola, sulla sua vita, sulla sua resurrezione, sul suo amore che è più forte della morte, del dolore, di una tristezza.

Il trovarci questa sera per provare a cantare questa gioia è come se fosse una professione di fede. Riconoscere che Dio è buono, che il suo amore non viene meno”.

Pier Luigi Feltri

Data: 25/01/2017



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