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Notizie - La preghiera per l'unità dei cristiani

A Tortona mercoledì 25 gennaio la celebrazione ecumenica

1/celebrazione 4.jpgTORTONA - Mercoledì 25 gennaio si è conclusa la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani che quest’anno aveva come tema la riconciliazione.

Nella città di Tortona, da mercoledì 18 gennaio, ogni giorno, in ognuna delle parrocchie della città e nel santuario, la S. Messa vespertina è stata dedicata alla preghiera per l’unità.
In particolare, sabato 21 nel santuario della Guardia il rettore don Renzo Vanoi, nell’omelia ha invitato i presenti al cammino dell’unità di preghiera e di intenti che ognuno deve compiere nella sua vita e ha chiesto al Signore Gesù, di benedire il pellegrinaggio verso l’unità secondo la sua volontà.
Il programma della settimana e della funzione conclusiva è stato preparato da don Roberto Lovazzano delegato diocesano per l’Ecumenismo e dal Gruppo MEIC di Tortona.
Anche nella città di Voghera è stato vissuto un momento di preghiera dedicato a questo tema nella serata di mercoledì 25 nella chiesa parrocchiale di San Rocco.

La celebrazione ecumenica di chiusura si è svolta alle ore 18 del 25 gennaio nella chiesa di Santa Maria Canale, scelta quale simbolo di unità, perché le sue origini risalgono al tempo in cui la Chiesa era ancora unita, prima dello scisma di Oriente (1054) e prima della Riforma protestante (1517).
Sull’altare c’erano il Vescovo diocesano Mons. Vittorio Viola, la Pastora della Chiesa Evangelica Valdo Metodista di Alessandria Lucilla Peyrot e Padre Catalin Aftodor parroco della Chiesa Ortodossa rumena di San Teodoro Studita di Tortona.
Erano presenti anche alcuni sacerdoti della città e un gruppo di frati cappuccini del convento tortonese.
Dopo i riti di introduzione e la confessione dei peccati, si è svolta la preghiera di riconciliazione ispirata al motto biblico di quest’anno (“L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione”) che ha visto rappresentanti delle tre chiese cristiane portare all’altare dei mattoni, ciascuno simbolo dei muri che si costruiscono e che distruggono l’unità.

Tutti i mattoni sono poi serviti a costruire non un muro, ma una grande croce, simbolo di redenzione e di salvezza.
È seguito l’ascolto della Parola di Dio con la lettura di un brano del profeta Ezechiele, di uno della seconda Lettera ai Corinzi di San Paolo e del passo del Vangelo di Luca che narra la parabola del figliol prodigo.

Le tre letture sono state commentate dai tre celebranti.
La Pastora Lucilla Peyrot, prendendo in esame il profeta Ezechiele ha messo in evidenza come il “cuore di carne” di cui parla indica la volontà del Signore di trasformare l’uomo dal di dentro.

Dio vuole fare un nuovo patto con il suo popolo attraverso il perdono.
Ha invitato i presenti a chiedere un “cuore nuovo” capace di riconciliazione e di pace per seguire Dio sul cammino che ci indica.
Il “cuore nuovo” per i cristiani è Gesù Cristo che ha fatto pienamente la volontà del Padre e rappresenta il nuovo patto.

Mons. Viola, dopo aver rivolto il suo saluto ai presenti, facendo riferimento alla Lettera di San Paolo, ha sottolineato come tutta l’opera di Dio è racchiusa dentro la parola riconciliazione ovvero il disegno originale della creazione cioè la comunione in Lui, “perché l’amore ha sempre bisogno della comunione”.

“La carne offerta di Gesù è la nostra riconciliazione” perché Lui è morto per noi e ha donato a noi questo spirito capace di dare vita.

Il Vescovo ha ringraziato per questi giorni di preghiera che ricordano ai cristiani l’importanza della piena comunione dell’amore e il bisogno dell’unità che solo il soffio dello spirito può compiere.
L’ascolto della Parola e i gesti di carità sono il primo passo verso l’unità e verso la comunione.
Il suo augurio è stato quello di poter vivere quella riconciliazione che Gesù ci ha donato sulla croce sperimentando lo stesso amore che perdona tra di noi.
A Padre Catalin il compito di riflettere sulla parabola del figliol prodigo che insegna come non sia mai troppo tardi per il pentimento e per la consapevolezza del peccato da cui ripartire per la conversione.

Dal vangelo si può capire che a tutti è data la possibilità di ritrovare l’amore del Padre, solo perdonando e accogliendo.
Anche per i cristiani il primo impegno deve essere quello di ritornare tutti insieme nella stessa casa riconciliati e uniti.

Dopo il momento dell’ascolto, sono seguite le preghiere, lo scambio della pace, la benedizione della luce e l’accensione del cero che era stato dato a ciascuno.

I canti accompagnati dalle musiche dell’organo hanno animato la funzione che si è conclusa con la benedizione solenne dei tre celebranti.

Come gesto concreto della settimana di unità dei cristiani, la diocesi in accordo con la Chiesa Valdo Metodista di Alessandria e la chiesa Ortodossa Rumena di Tortona, ha deciso di promuovere la conoscenza e il sostegno del progetto “Corridoi umanitari” che vede l’impegno congiunto della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, della Tavola Valdese e della Comunità di Sant’Egidio per la Chiesa Cattolica.
Grazie a questo progetto, avviato a marzo del 2016 entro la fine del 2017 mille richiedenti asilo, individuati tra soggetti particolarmente vulnerabili potranno essere accolti legalmente in Italia in piena sicurezza.

Al termine, nell’adiacente oratorio della Casa del Giovane, è stato offerto a tutti un ottimo rinfresco realizzato dagli allievi dell’Istituto Santachiara di Tortona, durante il quale è stato possibile fare esperienza di comunione e condivisione.

Daniela Catalano

Data: 01/02/2017



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