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Notizie - LETTERA PASTORALE
LETTERA PASTORALE

Il Vescovo ha aperto l’anno pastorale consegnando la sua Lettera alla Diocesi
“La comunità nasce dalla comunione”

(SCARICA LA LETTERA)

 

TORTONA - La sera di venerdì 15 settembre la cattedrale ha spalancato le porte accogliendo come una madre i suoi figli giunti da tutta la diocesi per ricevere la Lettera del Vescovo che sarà guida e riferimento per il nuovo anno pastorale dedicata al tema “Comunità”.

Il popolo di Dio in festa, come recitava il canto di apertura, si è radunato numeroso e attento mettendosi prima di tutto in ascolto della Parola.

Il diacono ha letto il passo degli Atti degli Apostoli (2,42-47) in cui viene descritta la vita della prima comunità di cristiani.

Il brano che si trova in apertura della Lettera è quello dal quale il Vescovo ha tratto le linee guide per il cammino annuale che si concluderà con un momento di verifica finale a livello diocesano.
La descrizione della prima comunità di cui parlano gli Atti arriva dopo il discorso di Pietro all’indomani della Pentecoste, quando la luce della Pasqua ha fatto comprendere pienamente all’apostolo tutto quello che ha vissuto e lui è pronto ad annunciare che Gesù è veramente risorto.
Nelle parole degli Atti degli Apostoli sono descritti i tratti essenziali della comunità cristiana che “gode il favore di molti” perché, pur non essendo perfetta, è capace di attrarre per la sua novità.
Essi sono: ascolto della parola, comunione dei beni, eucaristia e preghiera.

“La Lettera Pastorale di quest’anno – ha spiegato Mons. Viola – prosegue un percorso iniziato due anni fa e rivolto verso una meta ben definita. Il punto essenziale del percorso è sempre l’incontro con Cristo attraverso l’esperienza di lui e la vita dei sacramenti”. Le parole di Papa Francesco (“Sogno una Chiesa missionaria capace di trasformare ogni cosa”) fanno ancora una volta da sottotitolo alla Lettera per ricordare che “la Chiesa è annuncio della risurrezione e dice a tutti che Cristo è vivo”.

Solo dall’annuncio, infatti, nasce la bellezza dell’amore.

Per vivere la missionarietà occorre una conversione pastorale per “non precipitare dentro una visione asfittica di una Chiesa che cerca di salvare il salvabile.
Noi dobbiamo pensare tutto nell’ottica dell’annuncio”. Se l’unità nell’azione, tema della prima Lettera, è il segno della conversione pastorale, il presupposto dell’unità è la comunione, tema della seconda.
Dalla comunione, infine, nasce la “comunità”, parola chiave di quella di quest’anno.
“La comunità – ha proseguito il Vescovo – è la forma concreta della comunione e la sorgente di tutto è la pasqua di Cristo. I tratti essenziali del mistero pasquale sono lo svuotamento e la presenza del risorto nella comunità. Se la comunione nasce da questo fatto, la comunità che è l’esperienza concreta ha la stessa dinamica della pasqua. Noi siamo comunità pasquale perché solo insieme possiamo vivere la pasqua. La croce ci rivela l’essenza della trinità dove le tre persone si amano da morire”.
Le domande a cui nella Lettera si cerca di dare una risposta sono: come costruire la comunità? Con quali strumenti?
“Per costruire – ha aggiunto Viola – servono la conversione, il servizio ai fratelli, l’accoglienza nella gratuità e l’universalità dell’amore. Gli strumenti sono: la comunione dei beni, ovvero la disponibilità verso i fratelli, il confronto sincero e rispettoso non l’esibizionismo e il vuoto parlare di sé, l’eliminazione del lamento sterile, la richiesta e l’offerta del perdono”.

La conversione pastorale deve rendere la comunità cristiana attrattiva perché, come diceva Benedetto XVI “la Chiesa non cresce per proselitismo ma per attrazione”. “Una comunità è vera e autentica quando è perseverante nell’ascolto della Parola, nell’eucaristia, nella comunione, nella preghiera, nell’attrazione missionaria”.

Solo così si può parlare di “comunità pastorale” che è la forma concreta di un progetto comune e condiviso, dove tutti si sentono coinvolti e corresponsabili per vocazione battesimale.
La comunità pastorale si inserisce nel quadro della pastorale di insieme che è un modo nuovo di proporre l’annuncio e raggiungere l’uomo dove egli è (nella società, nella scuola, nella fabbrica, nella strada).

Le singole parrocchie non vengono annullate ma lavorano insieme realizzando un percorso di comunione.
La comunità pastorale, dunque, è un lavoro gioioso da fare insieme per vivere pienamente la conversione pastorale.
Il Vescovo ha concluso la presentazione della Lettera esortando i singoli fedeli e le comunità a rileggerla e meditarla nelle parrocchie e nei Vicariati per costruire la comunione “con gioia, con libertà, con coraggio, con il cuore aperto, abbandonando sterili lamenti e guardando al futuro non con ottimismo ma con la virtù della speranza”.

Dopo le sue parole è stato il momento della preghiera e dell’adorazione eucaristica silenziosa, perché, come ha sottolineato ancora Viola “tutto parte dalla presenza di Cristo in mezzo a noi e la vera adorazione è farsi coinvolgere dentro la sua offerta per noi”.
L’invocazione della benedizione del Signore e della Vergine Maria su questo nuovo anno pastorale ha concluso il momento di preghiera.
I sacerdoti, i diaconi, i religiosi e tutti i fedeli, dopo aver ricevuto una copia della Lettera, sono tornati a casa più consapevoli di essere parte della grande comunità diocesana pronta ad annunciare con gioia che “Cristo è vivo e in mezzo a noi”.

Daniela Catalano

Data: 20/09/2017



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