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Notizie - La festa della pace organizzata dall'Azione Cattolica

 Uomini e donne in cerca di pace

1/stradella.jpgOgni anno l’Azione Cattolica sceglie di vivere il mese di gennaio invitando tutta l’associazione a riflettere e a confrontarsi su un tema così attuale e importante come quello della pace, perché crede fortemente che la pace sia sempre possibile.
La pace è, infatti, un “dono di Dio” da invocare, ma anche “un’opera da costruire” insieme, dai bambini ai ragazzi, dai giovani agli adulti.
Quest’anno l’AC diocesana ha vissuto la festa della pace, con slogan: “Scatti di pace”, in tre zone della nostra diocesi: sabato 20 gennaio a Serravalle per la zona di Novi-Arquata e a Sale per la zona del tortonese; domenica 21 aStradella per la zona dell’Oltrepò.

C’è stata una buona partecipazione di ragazzi e genitori in tutti e tre i paesi.
I ragazzi, dopo un momento di preghiera e una caccia al tesoro, hanno elaborato il valore della pace.

Gli adulti, tramite un video, si sono confrontati sul problema dei rifugiati e migranti, tema trattato dal messaggio per la pace di Papa Francesco di quest’anno.

Il 2017 è stato caratterizzato da forti polemiche e scontri sui migranti, sulle politiche migratorie, sulla necessità di erigere muri e confini.
La carta dei migranti e dell’“invasione” è di sicuro anche quella più giocata dai politici italiani e non solo.

È un argomento che infiamma, impaurisce, che muove l’opinione pubblica e il consenso.

In questo clima di terrore diffuso e di mala-informazione è difficile comprendere cosa sia vero e cosa non lo sia, dove stia il confine tra giusto e sbagliato, tra bene e male.
Il rischio è quello di cadere anche noi cristiani nella spirale dell’odio e della paura, oppure più semplicemente di chiuderci nel nostro piccolo orticello facendo finta di non vedere e non sentire convincendoci che in fondo non ci riguarda troppo da vicino.

Papa Francesco ci ha regalato invece quattro “regole” per vivere da cristiani la questione dei rifugiati. Non sono solo quattro pietre miliari ma quattro azioni che ognuno di noi può fare nel suo piccolo, magari con la propria comunità.
Questi i quattro verbi indicati dal Pontefice.

Accogliere: che non è albergare, non è trovare un posto, è entrare in relazione, perché la parola “ospite” è parola di reciprocità, è andare incontro all’altro senza barricarsi dietro ad eccessive paure.

Proteggere: che non è solo dare un tetto, ma custodire, sentirsi responsabili per la difesa dei diritti e della dignità dei migranti e rifugiati dando protezione a chi scappa dalla guerra o da altre persecuzioni e chiede rifugio in un Paese straniero.

Promuovere: perché assistere non basta, promuovere loro è promuovere noi. Favorendo lo sviluppo umano integrale dei migranti e rifugiati promuoviamo, nelle nostre comunità, la cultura dell’accoglienza, del rispetto, della pace.

Integrare: che non è né assimilare né tollerare, è rendere parte attiva, corresponsabile. È un’opportunità di crescita per tutti, nel mutuo arricchimento delle diverse culture.

L’Azione Cattolica invita gli associati e i cristiani tutti a fare prevalere la speranza sulla paura, che è ciò che ci rende manipolabili e sterili.

Ascoltiamo nel nostro cuore l’invito di Papa Francesco, cominciamo a costruire insieme e ciò che germoglierà sarà vita nuova, capace di cogliere e valorizzare le ricchezze di ciascuno, i suoi doni, il contributo che lui o lei, insieme a noi, può dare per costruire la pace.

Raffaele Bonaventura

Data: 24/01/2018



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