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Notizie - Il giorno per contemplare la santità di don Orione

Alla Guardia è stato ricordato anche il 25° di ordinazione sacerdotale del Vescovo Mons. Vittorio Viola

TORTONA - Mercoledì 16 maggio, presso la Basilica Santuario “Madonna della Guardia” è stata celebrata la festa di San Luigi Orione preceduta da un triduo di preparazione con la predicazione di Padre Sergio Prina Cerai OFM.
Al mattino, il vicario generale dell’Opera don Oreste Ferrari ha presieduto la celebrazione per le opere di carità diocesane.

1/foto 6.jpgAl pomeriggio il Pontificale presieduto dal vescovo mons. Vittorio Viola che nell’occasione ha festeggiato il suo venticinquesimo anniversario di ordinazione sacerdotale avvenuta il 3 luglio 1993 per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di mons. Luca Brandolini, presente alla celebrazione insieme ad altri otto vescovi: Canessa, Gallese, Sanguineti, Cerrato, Mana, Catella, Scanavino, Careggio.
Al suo fianco i due compagni d’infanzia e di ordinazione, padre Sergio e don Andrea Crevola e numerosi sacerdoti religiosi e diocesani.
Una giornata nella quale la carità di don Orione è entrata nei cuori di tutti i presenti.
La processione introitale si è snodata dalla cappellina di San Bernardino, in questo Anno Centenario Giubilare del voto di San Luigi Orione per la costruzione del Santuario e a seicento anni dal passaggio, per una predicazione, del santo senese.

Con il canto delle Laudes Regiae del Maestro Angelo D’Acunto, animatore delle grandi celebrazioni in Basilica, i sacerdoti hanno preso posto in presbiterio e all’inizio il vicario generale della diocesi, mons. Mario Bonati, ha rivolto un saluto di benvenuto ai presenti e ha letto il telegramma del Santo Padre definendo don Orione “gloria del presbiterio tortonese”.
Il vescovo Viola, nell’introdurre l’atto penitenziale, ha dato l’incipit per questa celebrazione: “Siamo immersi nell’amore di Dio ed oggi siamo qui a contemplare quella bellezza in don Orione: specchio nitidissimo del Suo amore”.
Nell’omelia, iniziata con uno slancio diretto all’urna del Santo, ha sviscerato la lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi proclamata per questa celebrazione: “Paolo contempla la comunità allo sguardo della luce di Dio sulla storia di ciascuno di noi”.
Ha proseguito indicando come dobbiamo “abbandonarci al sogno di Dio confidando sulla potenza del Vangelo perché senza la carità non rimarrebbe nulla e noi vivendola anticipiamo il futuro, siamo nel regno eterno. A noi ci è dato di vederla nella vita di don Orione, parola incarnata, che risponde di fronte a noi con la stessa forza di quella stessa parola.
“La tua vita, don Orione, ci fa togliere ogni alibi. In questa pagina di Paolo trovi i dettagli del suo agire, del suo pensare, del suo amore. Don Orione si abbandona in Dio per poter diventare pura trasparenza del suo amore. Noi vediamo la verità della sua Parola abbandonarsi alla Divina Provvidenza provocandola continuamente perché essa si manifesta solo quando ti esponi a lei, chiede una tua disponibilità”.
Mons. Viola ha espresso una richiesta diretta a don Orione: “Se lo scrivessi tu un inno alla carità come ha fatto Paolo, come parola di verità sulla nostra vita?”.
Al termine ha concluso con una preghiera d’invocazione al Signore chiedendo il dono infinito della sua misericordia e, come fece don Orione per la sua ordinazione, che tutti quelli che lo incontreranno possano essere salvi.

Prima della benedizione monsignor Brandolini, emozionato e legato da un affetto paterno a Viola, si è rivolto al vescovo Vittorio sottolineando tre parole per questa giornata: adorare, tacere, godere. “Ringrazio il Signore del suo piano d’amore sulla nostra vita, la tua ordinazione sacerdotale è quella che ha inciso di più nella mia vita.
Con l’imposizione delle mani è stata anche quella di una paternità trasformata in una consegna.
L’anello che ora porti, l’ho portato per venticinque anni, mi è molto caro perché fu di Paolo VI.
Godo di questa tua Sposa che il Signore ti ha dato e nello stesso tempo dico alla tua Chiesa che ha un buon e bel pastore.
La venuta di Papa Francesco ad Assisi è stata per te la realizzazione che unisce il Cristo della cena con il Cristo della lavanda dei piedi”.
È stato poi letto il messaggio del direttore provinciale orionino don Aurelio Fusi che per motivi congregazionali non ha potuto partecipare.
Il rettore del Santuario don Renzo Vanoi, al termine dei saluti, ha sintetizzato con una frase diretta i sentimenti di tutti: “Ti vogliamo bene”.

1/foto 8.jpgCon il canto del “Te Deum” ci si è recati in preghiera davanti all’urna del Santo per venerarlo e concludere questa la di festa nella quale è stata contemplata la santità in don Orione.

Fabio Mogni

Data: 23/05/2018



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