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Notizie - «Ragazzi, che squadra!»: l’A.C. riparte da Torricella Verzate

Sabato scorso la festa di fine estate ha riunito ACR, Giovani e Adulti pronti a iniziare il nuovo anno associativo.
I giochi, la preghiera, il messaggio del vescovo, la cena e il musical hanno creato un clima di famiglia e di comunione

TORRICELLA VERZATE - Il tradizionale evento di fine estate dei Giovani di Azione Cattolica che si è svolto sabato 17 settembre a Torricella Verzate si è trasformato in una grande festa per tutta l’associazione diocesana.

A raccontare questa esperienza di condivisione sono le tre “anime” dell’A.C.: l’ACR, i Giovani e gli Adulti.

Il “tormentone” dei prossimi messi per l’ACR sarà: “Ragazzi, che squadra!” La festa di sabato, per restare nel gergo sportivo, è stata una sorta di “convocazione a inizio stagione”, quando atleti esperti e nuovi si trovano insieme per la prima volta e devono scoprire la forza del gruppo che sta nascendo.

Ecco, questo è accaduto sabato, 160 ragazzi dai 6 ai 18 anni (la maggior parte ha partecipato ai campi estivi a Brusson, ma molti ci hanno raggiunto da diversi oratori della diocesi) si sono incontrati e hanno letteralmente “fatto squadra” nel modo più semplice e efficace per conoscersi: giocando.

Gare di equilibrio, staffette, tiro alla fune… l’obiettivo non era solo superare la prova ma trovare insieme, piccoli e grandi, la strategia di gioco.

Il primo “ritiro” è stato davvero piacevole! Che partite ci aspettano ora?

Quelle di tutti i giorni, nei nostri oratori, nelle nostre scuole, nelle palestre, quelle in cui possiamo scoprire che, se siamo squadra, andremo lontano. L’ACR è pronta a scendere in campo… e voi?

Equipe ACR diocesana

I ragazzi che hanno partecipato al campo estivo di Giovanissimi & Msac (Movimento Studenti di AC) a Brusson si sono trovati a Torricella molto presto. Li aspettavano le ultime prove prima di andare in scena! Quest’anno, infatti, la Casa Alpina per loro si è trasformata in un grande laboratorio di teatro, danza, canto, scenografia dove ognuno ha dimostrato il proprio talento per raccontare, con coraggio e spirito di squadra, le storie di Marta, Maria e Lazzaro, di Pietro e dei discepoli di Emmaus in un musical dal titolo “Vi ho chiamato amici”, interamente scritto e diretto dalle Equipe Giovani e Msac diocesane sulla base dei testi di Giampiero Pizzol.
Ecco che allora, dopo il pomeriggio di giochi vissuto insieme ai più piccoli, una quarantina di “attori e cantanti” si è conquistata l’applauso stupito di tutti coloro che hanno scorto risplendere negli occhi di questi ragazzi, dopo lunghi mesi di distanza e isolamento, l’emozione di un risultato finalmente ottenuto fianco a fianco, insieme.

Equipe Giovani diocesana

Un sabato diverso per alcuni trascinati dai figli che dovevano assolutamente andare alla festa di “quelli della Casa Alpina di Brusson”, per altri un godibile ritorno alla tradizione di un appuntamento che da più di trent’anni si ripete al Sacro Monte di Torricella.

Per tutti un dono, come quelli che solo l’amicizia sa regalare e che l’incontro fortifica, camminando insieme, in fecondo e appassionato dialogo come moderni discepoli di Emmaus.
Lasciati i figli con i loro amici, il viaggio comincia dal salone della Soms con la video cartolina dell’esperienza dei campi estivi e la provocazione sul tema dell’amicizia e delle relazioni che è proseguita lungo tutto il cammino con il supporto di Telegram che offriva foto, testi di meditazione, canzoni, ma soprattutto ci legava agli altri che nel frattempo diventavano un po’ più prossimi, meno sconosciuti.
Due tappe intermedie per scambiare impressioni sotto la guida dinamica dei vicepresidenti e poi l’arrivo ai piedi del santuario dove i genitori di Benedetta hanno raccontato un pezzo della loro vita entrando nelle nostre anime, parlando della figlia,  che non c’è più, ma che non se n’è mai andata, è sempre rimasta accanto e vive anche grazie all’associazione “I sogni di Benedetta”.

Una storia fatta di vita e di morte, di dolore e di speranza, di inestimabile valore dell’amore che nessun odio può vincere o spezzare.

Il tempo di uno sguardo mozzafiato al panorama alle colline dove è in corso la vendemmia e poi la Messa, celebrata dall’assitente don Luca Ghiacci, alla sera come quel giorno a Emmaus quando i due discepoli sentivamo qualcosa dentro e non volevamo che Lui se ne andasse. Una cena frugale, condivisa con trecento persone e poi l’entusiasmante musical frutto del lavoro e della fatica di oltre 50 giovanissimi e dei loro educatori.

È stato un grande ritorno e ora “buon anno associativo a tutti”.

Equipe Adulti diocesana

Data: 22/09/2022



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