Venerdì, 12 Giugno 2026
Diocesi di Tortona
Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Guido Marini
Vescovo

Il 14 maggio alla Madonna della Guardia la Giornata di preghiera per i sacerdoti della Diocesi. Chiamati alla santità

Il 14 maggio alla Madonna della Guardia la Giornata di preghiera per i sacerdoti della Diocesi. Chiamati alla santità

TORTONA - Giovedì 14 maggio nel santuario della Madonna della Guardia è stata celebrata la Giornata della Santificazione Sacerdotale, istituita il 25 marzo 1995 da san Giovanni Paolo II. Come negli anni scorsi, in Diocesi si è scelto di viverla nel mese di maggio e non in prossimità della festa del Sacro Cuore di Gesù come una tappa dei pellegrinaggi vocazionali che il vescovo fa in alcuni santuari mariani
diocesani. Quest’anno durante la Messa, Mons. Guido Marini ha ammesso agli ordini sacri e ha conferito i ministeri del lettorato e dell’accolitato a 9 candidati al diaconato permanente e a 2 al presbiterato. All’inizio della liturgia il vescovo ha ricordato come la santità deve essere la meta e il senso di tutta la vita dei sacerdoti e ha salutato con affetto le persone consacrate, le religiose, i religiosi e i fedeli presenti che si sono uniti alla preghiera insieme ai candidati in cammino verso il diaconato e il sacerdozio e ha affidato a Maria l’intenzione di poter aver sante vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa. Mons. Marini ha messo in evidenza tre aspetti fondamentali della santità per un sacerdote, che sono: rimanere nel Signore e nella comunità; dare la vita e vivere nella gioia del Signore. Nella vita quotidiana, “rimanere nel Signore” significa innanzitutto coltivare una vera intimità d’amore con Lui attraverso la celebrazione eucaristica, l’ascolto della Parola e l’adorazione davanti all’Eucaristia e stabilire una relazione di amore autentico e appassionato con Dio che viene prima di ogni altra cosa. Inoltre, vuol dire stare con il cuore, nella comunità degli amici del Signore e quindi in unione al vescovo, ai confratelli e al popolo che è stato affidato. La santità passa infatti attraverso la dedizione che unisce l’unione intima con Cristo alla presenza costante e affettuosa in mezzo alla propria comunità. La santità poi consiste nel donare tutto sè stesso in modo incondizionato. Il sacerdote è chiamato a vivere totalmente per gli altri, sull’esempio del sacrificio di Cristo. Infine, non può esserci vera santità se non si vive la gioia della vita sacerdotale. Rimanere in Lui, nella comunità e donarsi agli altri devono essere vissuti con un entusiasmo che riflette la bellezza della chiamata ricevuta.

Data: 22/05/2026



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