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Notizie - Cattedrale Giovedì Santo la Santa Messa Crismale

Il Vescovo: gioia per la celebrazione

1/IMG_2830.JPGTORTONA - “A tutti, sacerdoti religiosi, diocesani, diaconi, seminaristi, fedeli e ragazzi presenti a questo sacro rito, rivolgo il mio più affettuoso e cordiale saluto e manifesto la mia gioia per la vostra presenza in Cattedrale”.

Con queste parole il vescovo Martino si è rivolto a quanti erano in duomo nella mattinata del 28 marzo scorso, Giovedì santo, per la solenne celebrazione della Santa Messa Crismale.

In ogni diocesi del mondo questa significativa liturgia, in prossimità del Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, segna l'incontro del Vescovo con i suoi sacerdoti per la benedizione degli olii degli infermi e dei catecumeni (coloro che sono in procinto di ricevere il battessimo) e del crisma che serviranno per i sacramenti.

Il Vescovo che è prete dal 1962, e dunque celebra i 51 anni di sacerdozio, ha spiegato che in questo giorno in cui “la Chiesa ricorda l’istituzione dell’Eucarestia e del Sacerdozio, preghiamo per il nostro ministero, per la nostra Diocesi e per coloro che chiamati dal Signore, dovranno prendere il nostro posto.

Siamo qui per riflettere sulla nostra identità sacerdotale.

Facciamo allora memoria della chiamata che, a suo tempo, il Signore ci ha rivolto e del dono che ci ha fatto costituendoci suoi ministri.

Ci ha concesso di condividere i suoi stessi poteri: quello di consacrare il pane e il vino e quello di ridare pace interiore ai fratelli con l’assoluzione dei peccati.

Chiediamo allo Spirito del Signore di mantenere nel nostro cuore un costante spirito di gratitudine”. I concelebranti sono molti; arrivano fin quasi a metà della navata centrale; appena dietro i fedeli laici.

All’altare, accanto al Vescovo il Vicario generale Mons. Pier Giorgio Pruzzi, che all’inizio della Messa aveva rivolto un saluto al Vescovo a nome di tutti i presenti e Mons. Luigi Quaglini, i canonici, i sacerdoti che ricordano anniversari significativi e i seminaristi. La liturgia è solenne e semplice, ricca di simboli e di segni.

Al canto dell’“O Redentor” le anfore degli olii sono portate in processione dai diaconi e poste davanti all’altare dove vengono benedetti perché “attraverso di loro la grazia fluisca in tutte le persone”.

Il Vescovo ha invitato i presbiteri a mantenere fedeltà agli impegni sacerdotali chiedendo anche preghiere per lui e per tutti sacerdoti; a pregare per i sacerdoti e per le vocazioni.

Durante l’omelia aveva già richiamato l’attenzione alla fedeltà al ministero sapendo però che “questa fedeltà è custodita in vasi fragili a causa della nostra personale debolezza morale e per le difficoltà che il ministero comporta.

Papa Francesco, nel primo angelus, ci ha detto che il volto di Dio è quello di un Padre misericordioso che sempre ha pazienza e ha aggiunto di non stancarsi di chiedere perdono. All’umile riconoscimento dei nostri limiti, occorre aggiungere un maggiore rapporto con il Signore. Oggi rischiamo di non riservare alla preghiera il tempo dovuto (…). La vera preghiera richiede che prima di parlare a Dio, ci si impegni ad ascoltarlo.

Da una sincera e giusta spiritualità e da un poco di umiltà, oltre che alla salvaguardia dei nostri impegni deriva la capacità di dare una più convinta testimonianza di fraternità e di amicizia sacerdotale”.

Nel clima di comunione che la liturgia del Crisma viene a creare si è inoltre fatto memoria dei confratelli che durante questo ultimo anno sono passati al Padre: Don Lino Tamburelli, Don Roseo Camera, Don Mario Faravelli, Mons. Angelo Bassi, Don Luigi Moglia, Mons. Adriano Marioni, Don Giulio Casanova.

Poi un posto particolare viene da tradizione riservato a coloro che raggiungono mete significative di sacerdozio: Don Pietro Nonna (76 anni), Mons. Luigi Quaglini e Don Benedetto Padrini (71 anni), Mons. Giuseppe Cozzi e Don Giorgio Giorgi (69 anni), Don GianLuigi Massari, Don Antonio Moroni e Don Giovanni Rovelli (50 anni), Don Fulvio Berti e Don Augusto Piccoli (10 anni).

Sono stati ricordati pure i diaconi permanenti  che festeggiano i dieci anni di ordinazione: Giorgio Dall’Acqua, Giuseppe Declara, Piercarlo Peccorini ed Ernesto Stramesi.

L’omelia si è conclusa con l’augurio personale del Vescovo per la buona Pasqua a tutti i sacerdoti: “Attraverso di voi desidero che il mio saluto raggiunga anche le vostre comunità”.

Al termine di tutta la celebrazione un solenne Te Deum ha reso lode al Signore, al Vescovo e a tutti e a ciascuno.

Claudio Baldi

Data: 03/04/2013



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