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Notizie - don Emanuele Tizzoni
don Emanuele Tizzoni

TORTONA - Domenica 23 giugno, alle ore 18, al termine di una bella giornata estiva, il soffio leggero del vento ha accompagnato l’ingresso nella cattedrale di Tortona del Vescovo Mons. Martino Canessa e di tutti i sacerdoti concelebranti il rito antico, complesso e sempre suggestivo dell’ordinazione sacerdotale.

A ricevere questo sacramento è stato il diacono Emanuele Tizzoni, originario di Robecco Pavese.

1/don emanueleB.JPGL’ordinando ha preso posto nell’assemblea, davanti ai suoi genitori e alla sua famiglia e, dopo i riti di introduzione e la proclamazione della Parola di Dio, ha pronunciato con serenità il suo “Eccomi” alla chiamata del Vescovo. In quel momento la sua vita è stata donata completamente a Dio. Il Presbiterio diocesano ha accolto con grande riconoscenza e affetto il nuovo fratello.

Il Pastore diocesano, dopo aver ringraziato i numerosi fedeli intervenuti, i sindaci di Robecco e Lungavilla e i confratelli diocesani e non, ha rivolto al novello sacerdote parole intense e significative.

“Diciamo grazie al Signore, perché anche quest’anno ci dona un nuovo sacerdote. Manifestiamo la nostra riconoscenza a coloro che hanno collaborato con il Signore affinché potesse farci questo dono. Al primo posto sta la famiglia: al saluto che rivolgo al papà e alla mamma, unisco il grazie della Diocesi perché hanno acconsentito sei anni fa all’ingresso in Seminario di Emanuele. Grazie, soprattutto, perché ce lo avete donato con un bagaglio di doti che fanno ben sperare per il suo ministero. Dopo la famiglia, la riconoscenza va al Seminario: al Rettore, ai Padri spirituali, al Vice-Rettore, agli insegnanti. A tutti dico: siate contenti di aver contribuito alla formazione di un Sacerdote. Grazie anche ai confratelli che nelle parrocchie di Robecco Pavese e della Cattedrale hanno seguito il cammino di Emanuele verso il Sacerdozio. Rivolgo ancora un vivo ringraziamento a tutti coloro che con affetto e con la preghiera hanno seguito e seguono la preparazione al Sacerdozio dei nostri chierici. Infine, un grazie anche a te, don Emanuele, poiché in questi sei anni hai avuto un comportamento esemplare in Seminario.

Ed ora mi rivolgo a Te per passarti qualche messaggio che, penso, possa tornarti utile per il tuo cammino sacerdotale.

Tu entri con l’ordinazione a far parte del nostro presbiterio. Noi ti accogliamo con gioia e con affetto. Inserisciti tra noi con bontà. Tieni molto all’unione con i tuoi confratelli. Come ho spesso evidenziato a parole e attraverso lo scritto, nei rapporti con i confratelli dobbiamo imparare a deporre gli individualismi se vogliamo anche educare le nostre comunità parrocchiali e le varie aggregazioni laicali a muoversi in sintonia tra loro. Non deve preoccuparci la diversità di temperamento, di giudizio, di iniziative che legittimamente si manifestano nella Chiesa e ne formano anche la ricchezza. Deve, invece, preoccuparci l’orgoglio, l’indifferenza che trasformano facilmente le diversità in divisioni. Qualcosa di simile va detto anche per il nostro servizio al popolo di Dio.

Questo servizio, che siamo chiamati a rendere, richiede di amare i fratelli, quelli che condividono le nostre condizioni di fede e il nostro impegno pastorale e quelli che considerano la parrocchia solo come una stazione di servizio religioso.

Mettiamoci generosamente al servizio gli uni degli altri “comportandoci – come dice San Paolo – in maniera degna della vocazione che abbiamo ricevuto con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandoci a vicenda con amore cercando di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace”.

Comportandoti così, certamente porterai frutto, il tuo ministero sarà fecondo. Come ha promesso Gesù, rimarrai a Lui legato, se ascolterai volentieri la Parola che sarà per te luce e forza.

Traggo un secondo suggerimento dal Vangelo di questa dodicesima domenica del tempo ordinario. Il Signore, con chiarezza, ai suoi apostoli, dopo aver accolto, attraverso la parola di Pietro, la loro professione di fede, annuncia la Sua Passione e li invita a seguirlo su quella strada. Il Signore non garantisce ai suoi apostoli, nello svolgimento della loro missione, un percorso agevole e non li mette al riparo dalla sofferenza, falla difficoltà. Non esiste missione su questa terra connotata sempre dalla tranquillità.

Oggi per noi una prova è certamente l’indifferenza dei nostri fratelli nei confronti del dato religioso. Può essere fonte di difficoltà l’essere chiamati a piantare, ad irrigare e lasciare ad altri la raccolta dei frutti. Tuttavia, anche se la difficoltà nel ministero è inevitabile, il discepolo non la fugge, ma la sente come la possibilità per ritrovare quella fiducia filiale nei confronti di un Dio che è Padre e che assicura di non abbandonare  i suoi figli nella tempesta.

Sia forte, allora, il tuo collegamento con il Signore attraverso la preghiera e la riflessione sulla sua parola. Ti assicuro che durante questa Eucaristia, chiederemo per te allo Spirito questa forza, affinché tu possa diventare coraggioso protagonista del cammino della nostra Chiesa locale”.

Dopo l’omelia Emanuele si è avvicinato al Vescovo e si è inginocchiato davanti a lui. Ha posto le proprie mani nelle sue e ha compiuto la sua promessa di obbedienza, assumendo gli impegni del sacerdozio. È seguito il momento di chiedere l’intercessione dei Santi con il canto delle litanie, momento sempre commovente, con l’ordinando che si è prostrato a terra in segno di profonda umiltà e di totale disponibilità al disegno divino. Subito dopo Emanuele si è rialzato e si è inginocchiato davanti al Vescovo che gli ha imposto le mani sul capo per conferirgli il dono dello Spirito Santo. Poi eleva al Signore la preghiera di ordinazione. Rivestito della stola e della casula, gli abiti liturgici propri del secondo dell’Ordine Sacro, Emanuele ha ricevuto il calice e la patena per la celebrazione dell’Eucaristia. L’abbraccio di pace con il Vescovo e con gli altri presbiteri ha chiuso il rito di ordinazione e la Santa Messa è proseguita. Il canto finale, eseguito con maestria, così come gli altri, dalla Corale del Duomo diretta da don Luigi Bernini, ha saputo interpretare i sentimenti di lode e di ringraziamento al Signore di tutta l’assemblea per il dono che ha fatto alla Chiesa tortonese. Don Emanuele, dopo la foto di rito con il Vescovo e il Rettore del Seminario mons. Marco Daniele, felice ed emozionato, ha abbracciato e salutato tutti nel cortile del Seminario dove è stato preparato un ricco buffet.

Daniela Catalano

Data: 27/06/2013



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