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Notizie - VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
 VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

IL COMMENTO DI DON DOGLIO  

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PRIMA LETTURA

Dal libro del Levìtico  

Il Signore parlò a Mosè e disse: 
«Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo.
Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui. 
Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore”».

SALMO

Il Signore è buono e grande nell’amore.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono.

SECONDA LETTURA

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 

Fratelli, non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.
Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente, perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti: «Egli fa cadere i sapienti per mezzo della loro astuzia». E ancora: «Il Signore sa che i progetti dei sapienti sono vani».
Quindi nessuno ponga il suo vanto negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.

VANGELO

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

IL SANTO

fonte: IL POPOLO

1/santEtelberto.JPGLa Chiesa il 24 febbraio fa memoria di un re anglosassone, sant’Etelberto, nato nel 552 e re del Kent. Figlio di Ermerico, gli succedette sul trono del Kent verso il 560.

Etelberto, che significa “padre insigne, dall’antico danese, diventa il terzo “Bretwalda”, cioè capo supremo d’Inghilterra.

Con questo titolo si definivano i re dell'antica Britannia. I territori sottoposti alla sua giurisdizione comprendevano tutta l’Inghilterra a sud del fiume Humber. Le notizie della sua vita ci sono trasmesse dalla Cronaca anglosassone. Gregorio di Tours, stretto conoscente della regina Ingoberga, suocera di Etelberto, lo definì “un uomo del Kent”, al tempo in cui scrisse la Storia dei Franchi e quindi Ethelbert divenne re probabilmente attorno al 590.

La Cronaca Anglosassone ricorda come, a un certo punto, tentò inutilmente di ottenere il dominio del Wessex.

La sua condizione fu accresciuta dal matrimonio con Berta, figlia del merovingio Charibert, re dei Franchi. Quest’unione, infatti, gli procurò un'alleanza con la più grande potenza europea del tempo.

Dando prova di tolleranza, permise alla sua sposa di continuare a professare la sua fede cristiana.

La moglie portò con se il vescovo Letardo, suo cappellano.

Fu proprio Letardo ad avere una certa influenza sulla conversione del re. Nel 597 il pontefice San Gregorio Magno inviò dei missionari, guidati da Agostino di Canterbury, per compiere il processo di evangelizzazione dei popoli anglosassoni. La spedizione ebbe come prima tappa l’isola di Tanatos e i missionari contattarono il re per spiegargli le loro intenzioni.

Le accurate cronache di Beda il Venerabile raccontano come “dopo alcuni giorni il re si recò nell’isola e, fermatosi all’aperto, ordinò ad Agostino e ai suoi compagni di recarsi a colloqui da lui.

Temeva, infatti, a causa di un’antica superstizione, che entrando con loro in luogo chiuso essi lo avrebbero potuto ingannare per mezzo di arti magiche.

I monaci si accostarono allora a lui con una croce d’argento e predicarono la parola di vita al re ed a tutti quelli che erano con lui”.

Sebbene la tradizione vuole che la sua conversione sia avvenuta la vigilia di Pentecoste del 597, una lettera di Papa Gregorio a Berta fa pensare che il battesimo non sia avvenuto prima del 601.

Etelberto fu il primo re inglese a convertirsi e a favorire la diffusione, del cristianesimo. Fondò la cattedrale di Canterbury. Nel suo regno aumentarono concessioni e autorizzazioni per i missionari.

Fuori dalle mura di Canterbury, fece costruire il nuovo monastero dedicato ai Santi Pietro e Paolo e poi intitolato a Sant’Agostino di Can-terbury. Al futuro santo il re regalò alcuni terreni per la sua nuova sede episcopale e lo aiutò anche nell’organizzazione di un sinodo.

Si impegnò anche ad ottenere la conversione di Saberto, re dei sassoni orientali.

Nel 601 arrivò in Inghilterra una nuova spedizione di monaci.

Tra di loro vi erano Paolino, Mellito e Giusto. Con l’aiuto del re, i tre diventarono vescovi rispettivamente di York, Londra e Rochester.

Favorevole al cristianesimo, Etelberto fu un sovrano saggio ed equilibrato che procurò benefici a tutta la sua nazione. A Londra, capitale del Regno, fondò la primitiva Saint Paul’s Cathedral e nominò primo vescovo della città san Mellito.

Contribuì poi a istituire un’altra nuova sede episcopale presso Ro-chester. Creò nel Kent anche il primo codice legislativo anglosassone scritto, che prevedeva la protezione della Chiesa e l’istituzione di un complesso sistema di indennità.

Questo codice dimostra come il Kent fosse un regno organizzato e centralizzato. Morì il 24 febbraio 616, dopo un regno durato cinquantasei anni. Fu sepolto accanto a sua moglie, anch’essa oggi venerata come santa, nella cappella di San Martino del monastero di Canterbury. Dopo la morte fu canonizzato per il ruolo svolto nell’introduzione del cristianesimo in Inghilterra.

 

Data: 19/02/2014



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