Martedì, 27 Febbraio 2024
Diocesi di Tortona
Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Guido Marini
Vescovo

III DOMENICA DI AVVENTO

III DOMENICA DI AVVENTO

LE LETTURE

PRIMA LETTURA (Sof 3,14-18)
Il Signore esulterà per te con grida di gioia.

Dal libro del profeta Sofonìa

Rallègrati, figlia di Sion,
grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna,
ha disperso il tuo nemico.
Re d’Israele è il Signore in mezzo a te,
tu non temerai più alcuna sventura.
In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te
è un salvatore potente.
Gioirà per te,
ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia».

SALMO RESPONSORIALE (Is 12)
Rit: Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.

Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

SECONDA LETTURA (Fil 4,4-7)
Il Signore è vicino!

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!
Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.

VANGELO (Lc 3,10-18)
E noi che cosa dobbiamo fare?

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

IL COMMENTO DEL VESCOVO

LA BEATA

Beata Vittoria Fornari

1/Maria Vittoria De Fornari Strata.jpgEra il 12 settembre 1828 quando Papa Leone XII dichiarò Beata Vittoria Fornari, che fu madre, poi vedova e infine fondatrice dell’Ordine della Santissima Annunziata. Nacque a Genova nel 1562, settima di nove figli in una famiglia benestante e si distinse per una fede forte e convinta, come dimostrò quando uno dei fratelli si ammalò gravemente e lei chiese a Gesù di guarirlo, ottenendo quanto aveva chiesto.

Nel 1578, a soli 17 anni, pur essendo attratta dalla vita religiosa, sposò Angelo Strata, ubbidendo al padre. Ebbe un matrimonio felice, benedetto dalla nascita di sei figli, quattro maschi e due femmine, che proseguì fino al 1587, quando il marito morì e lei rimase con i bambini piccoli.
Vittoria, disperata per la perdita e preoccupata per il futuro, stava per accettare la proposta di matrimonio di un nobile, ma ebbe una visione della Madonna, che le promise la sua protezione se avesse vissuto semplicemente, dedicando la sua vita all’amore di Dio. Dopo aver raccontato l’accaduto al confessore, pronunciò il voto di castità e visse appartata, dedicandosi ai figli e ai poveri di Genova.
Nel 1597 morì a soli 10 anni il penultimo figlio. In seguito la primogenita entrò tra le Canonichesse Lateranensi, tre anni dopo fu raggiunta dall’altra femmina. Poi il primo maschio si fece frate nell’Ordine dei Minimi, fondato da S. Francesco di Paola, seguito da Leonardo e dall’ultimo nato, accolto dai frati a soli 15 anni.

Rimasta sola, si recò dall’arcivescovo di Genova con l’idea di fondare un nuovo ordine di suore devote alla Beata Vergine Maria. Nel 1604 Vittoria, che aveva 42 anni, con altre dieci donne, ricevette il velo e pronunciò i voti l’anno seguente.
Ciascuna di loro aggiunse al suo nome di battesimo quello di Maria Annunziata. Il loro fine era quello di venerare la Vergine nel mistero dell’annunciazione e della sua vita nascosta a Nazareth.
Osservavano la clausura, seguendo una rigida regola ed erano note come suore “turchine” dal colore dell’abito. La beata amministrò la nuova fondazione saggiamente e dopo otto anni fu fondata un’altra casa.
L’ordine si diffuse anche in Francia. Lei leggeva nel cuore delle sue monache e aveva poteri taumaturgici. Predisse anche la sua morte, che sopraggiunse il 15 dicembre 1617 a causa di una grave infezione polmonare.

Tutta Genova fu presente ai suoi funerali. Il suo corpo incorrotto è venerato nella chiesa del monastero dell’Annunziata a San Cipriano presso Genova.

La sua memoria ricorre il 15 dicembre.

Daniela Catalano

Data: 11/12/2021



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