Martedì, 27 Febbraio 2024
Diocesi di Tortona
Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Guido Marini
Vescovo

III DOMENICA DI AVVENTO - GAUDETE

III DOMENICA DI AVVENTO - GAUDETE

LE LETTURE

PRIMA LETTURA (Is 35,1-6.8.10)
Ecco il vostro Dio, egli viene a salvarvi.

Dal libro del profeta Isaìa

Si rallegrino il deserto e la terra arida,
esulti e fiorisca la steppa.
Come fiore di narciso fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del Libano,
lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore,
la magnificenza del nostro Dio.
Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto.
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 145)
Rit: Vieni, Signore, a salvarci.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

SECONDA LETTURA (Gc 5,7-10)
Rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.
Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore.

VANGELO (Mt 11,2-11)
Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

IL BEATO

Beato Giovanni Marinoni

1/marinoni.jpgIl beato di questa settimana è chiamato il “maestro dei santi teatini” ed è un religioso vissuto nel ’500. Francesco Marinoni nacque a Venezia il giorno di Natale, il 25 dicembre 1490, da genitori di origini bergamasche.
Fu chierico nella Collegiata di San Pantaleo, andò a Padova per gli studi universitari e, quando finì, fu ordinato sacerdote, e prestò poi servizio nella basilica di san Marco.
Il 29 maggio 1528, a 38 anni, fu accolto nell’Ordine dei Chierici regolari nato poco tempo prima, nel 1524, per opera di Gaetano da Thiene, del vescovo di Chieti Gian Pietro Carafa e dei sacerdoti Bonifacio Colli e Paolo Consiglieri. Teatini proprio in onore di “Theates”, Chieti, sede vescovile di Carafa. Preso il nome di Giovanni, ricevette l’abito proprio dalle mani del card. Carafa poi papa Paolo IV, facendo la sua professione in quelle di san Gaetano da Thiene il 29 maggio 1530.
Nell’agosto 1533, obbedendo alla richiesta di papa Clemente VII, andò a Napoli e dimorò presso gli Incurabili per un certo tempo, finché nel 1538 si fermò nella Basilica di San Paolo Maggiore nel centro antico di Napoli.


La sua grande spiritualità diede frutti eccellenti e proprio pregando ebbe l’idea, nel 1539, di dare inizio al Monte di Pietà da cui derivò in seguito il Banco di Napoli.
Fu nominato nell’aprile 1540 superiore della casa di San Paolo Maggiore e direttore spirituale del monastero delle monache domenicane della Sapienza.
Con la sua mitezza e forza guidò e formò le prime leve del nuovo ordine teatino. Andrea Avellino fu il primo biografo del beato e di lui scriveva: “Era sempre di natura amabile, che da tutti i secolari buoni e cattivi, era amato, riverito, honorato e stimato. Il che con gl’occhi propri ho visto, perché spesso l’accompagnava per Napoli e vedeva l’honore che da tutti gli era fatto; che lo tenevano per santo”. Ottimo predicatore fu seguito e ascoltato da folte e anche dotte schiere di fedeli fra cui alcuni divenuti vescovi.

Rifiutò la sede arcivescovile di Napoli che il papa Paolo IV voleva affidargli; nel 1558 iniziò dalle fondamenta la costruzione del nuovo convento di San Paolo Maggiore che terminò nel 1565, tre anni dopo la sua morte.
L’età avanzata e le malattie lo avevano reso debole e durante un’epidemia di colera, a Napoli, si ammalò e morì in pochi giorni, il 13 dicembre 1562.
Le sue spoglie si venerano nella cripta della basilica di San Paolo Maggiore, dove sono anche le spoglie di san Gaetano da Thiene e del beato Paolo Burali.

Papa Clemente XIII, l’11 settembre 1762 ne confermò il culto; spesso è raffigurato con in mano il Crocifisso per la sua grande devozione alla Passione di Cristo.

Daniela Catalano

1. Per il papa, i vescovi, i 

Data: 11/12/2022



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