Venerdì, 01 Marzo 2024
Diocesi di Tortona
Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Guido Marini
Vescovo

IV DOMENICA DI AVVENTO

IV DOMENICA DI AVVENTO

LE LETTURE

PRIMA LETTURA (Is 7,10-14)
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio.

Dal libro del profeta Isaìa

In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto».
Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore».
Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».

SALMO RESPONSORIALE (Sal 23)
Rit: Ecco, viene il Signore, re della gloria.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

SECONDA LETTURA (Rm 1,1-7)
Gesù Cristo, dal seme di Davide, Figlio di Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

VANGELO (Mt 1,18-24)
Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, della stirpe di Davide.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

IL BEATO

Beato René Dubroux

1/beato dubroux.jpgL’evangelizzazione del Laos, lo Stato del sud-est asiatico, iniziata nel 1642 grazie al gesuita Gian Maria Leria, incontrò a lungo difficoltà e solo nella seconda metà del 1800 nacquero le prime piccole stazioni missionarie, create dai religiosi della Società per le missioni estere di Parigi. La prima missione stabile risale al 1885, data che segna l’inizio ufficiale della Chiesa cattolica laotiana, precisamente a Ban Dorn Don.

Missionari oblati di Maria Immacolata di nazionalità francese giunsero nel 1935 e nel 1938 furono erette dalla Santa Sede le prefetture apostoliche di Vientiane e Luang Prabang, mentre nel 1952 nacque un vicariato apostolico.

Nel 1957 arrivarono i primi sei missionari italiani, confratelli di quelli francesi. Il Laos ottenne l’indipendenza nel 1953, ma iniziò un periodo di lotte interne dei guerriglieri comunisti del movimento politico filocinese Pathet Lao, che, negli anni dal 1954 al 1970 uccisero diversi sacerdoti missionari e laici noti con il nome di martiri del Laos.
Il primo gruppo comprende preti sia della Società delle Missioni Estere di Parigi, sia dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, e catechisti laici e conta quindici martiri, tra cui don Joseph Thao Tiên, considerato il protomartire del Laos, nel senso di primo martire nativo di quel Paese.
Il secondo è formato da padre Mario Borzaga, degli Oblati Missionari di Maria Immacolata, e dal catechista Paul Thoj Xyooj. Le due cause di beatificazione hanno seguito percorsi distinti ma tutti e 17 i martiri sono stati beatificati l’11 dicembre 2016 a Vientiane, in Laos. La memoria liturgica congiunta cade il 16 dicembre. Di questo gruppo fa parte anche René Dubroux la cui memoria personale è celebrata il 19 dicembre.

Il missionario, nato il 28 novembre 1914 a Haroué, nella diocesi di Nancy in Francia, l’8 gennaio 1939 fu ordinato sacerdote e nominato vicario della parrocchia di San Pietro Fourier a Chantraine.

Nel 1940, durante l’attacco dei tedeschi, fu infermiere militare al fronte e si distinse per il suo coraggio. Il 30 ottobre 1943 fu ammesso nella Società delle Missioni Estere di Parigi e destinato alla missione di Thakhek, nel Laos. A Namdek, dal 1948 in poi, si impegnò per la vita cristiana dei suoi fedeli e fece il possibile per migliorare la loro sorte.

Nel 1957 fu incaricato del distretto di Nonghkene, vicino Pakse; un luogo pericoloso, a diretto contatto con la nascente guerriglia comunista.

Nella tarda serata del 19 dicembre 1959, padre Dubroux si trovava a conversare con i suoi catechisti nella sacrestia della piccola cappella di Palay. Tradito da uno di essi, fu ferito a morte dai guerriglieri.

Data: 17/12/2022



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