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Notizie - Il canto dell'Akathistos

Chiamati ad una vita di grazia

1/akatisthos 5.jpgTORTONA - Le porte della Cattedrale di Tortona, per nove giorni, novena dell’Immacolata, si sono spalancate all’alba per permettere ai fedeli di “riconoscere in modo concreto il primato di Dio nella nostra vita mettendolo al primo posto, insieme alla Vergine Maria”.
La Vergine ha accompagnato la preghiera per le vocazioni, motivo per il quale il vescovo ha chiesto incessantemente di pregare.

Un nutrimento quotidiano della Parola e del Pane di vita unito alle riflessioni del vescovo che avevano come comune denominatore l’icona di Maria “donna dell’Eccomi”.
Giovedì sera, il solenne canto dell’Akathistos con il coro “Schola Regina Pacis” del Santuario del Perpetuo Soccorso di Scorzoletta diretto dall’organista Enrico Vercesi.

“Il cuore orante della Chiesa d’Oriente – introduce mons. Viola – consegna questa parola ispirata dell’inno che parla con lei, alla sua presenza, dove la contempli nella bellezza del mistero d’amore del Creatore bambino e dell’infinita bellezza custodita e rivelata a noi attraverso queste parole”.

Dopo la prima parte che segue i Vangeli dell’infanzia di Gesù, il vescovo dona la sua profonda riflessione indicando alcuni punti.
Primo fra tutti Maria come “specchio purissimo che portava una Parola ‘enorme’ in un luogo piccolissimo quale il suo grembo” e successivamente Maria in relazione con la SS. Trinità, in totale abbandono “accogliendo la Parola enorme prima nel suo cuore e poi nel suo corpo si consegna nel suo eccomi.
Il cielo tornò a respirare e la Vergine si sentì subito presa dentro le relazioni della Trinità e non ne uscirà mai più: da lì veniva e lì restava, ad essere un dono che le persone divine si scambiano.
Nell’amore trinitario il dono raggiunge anche noi in questa riconsegna della Madre e il segreto sta nel suo eccomi: sequenza rapidissima, pieno, totale, assoluto, libero e profumato”.

Mons. Viola ricorda quanto “la bellezza della Vergine Maria Immacolata raggiunta dalla luce di Dio trasforma anche la nostra vita se sapremo dire di fronte agli infinti angeli che Dio invia dentro la vita di ciascuno di noi: eccomi”. “Così vogliamo contemplare la bellezza dell’Immacolata – conclude il vescovo – imparando da Lei e lasciandoci trasformare dallo Spirito per divenire come il più bello dei figli dello uomo: Gesù Cristo benedetto e amato”.

Dopo la seconda parte dell’Inno che canta ciò che la Chiesa al tempo di Efeso e di Calcedonia professava di Maria, l’assemblea si scioglie in un silenzio che vuole lasciare solo lo spazio per prepararsi alla solennità.
“Ci aiuti la Vergine Immacolata a vincere le insidie del male, ripetendo il nostro Eccomi sempre, solo e subito con un atteggiamento, di fronte a Dio, pieno d’amore incondizionato”.

Fabio Mogni

Data: 13/12/2017



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